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Del resto la distinzione tra impresa e libera professione è stata chiaramente indicata da questa sentenza del TAR ( Obbligo di distinzione tra incarico imprenditoriale ed incarico professionale). Sei rimasto un pò indietro nel tempo. La senteza che tu citi è del 1996! Dimentichi che dopo il 1996 è entrato in vigore l'art. 41 DPR 328/2001? Vai a cercarlo e dagli un'occhiata!  Poi quella sentenza andava (forse) bene nel bando specifico perchè il ricorso era fondato sul rispetto dei minimi tariffari che, come ben dovresti sapere dopo il caro Bersani, non esiste più! Prova anche ad aggiornarti con quest'altra sentenza del TAR che è di giugno 2011. ( Obbligo di non rompere le Balle con soa e art. 59 ). 
Ultima modifica di Ivan Scaravilli; 28/07/2011 16:04.
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È chiaro che la Marcegalia non è geologa, è un’imprenditrice che sicuramente non si sente di classe inferiore a nessun libero professionista (perchè non ne ha nessun motivo). Mettere in piani diversi professionista ed impresa vuol dire, a volte (per certi colleghi), essere superiori (vedi DS(direzione servizi) geologici), impartire ordini di servizio...ecc. Questo, penso, voleva significare il collega che è a favore della distinzione tra attività di consulenza ed attività d'indagini. Infatti, per sommi capi, i colleghi favorevoli a questa distinzione dicono sempre che "l'impresa" che fa indagini deve seguire le direttive del geologo bla bla bla... In poche parole questa distinzione fa solo comodo a certi colleghi per farsi vidimare per intero la parcella pur avendo avuto un'incarico parziale. Ti faccio un'esempio pratico: Il tuo committente t'incarica di fare la relazione di massima (aliquota a), programma indagini (aliquota b) e studio geologico esecutivo (aliquota c)...STOP! Quindi il tuo committente non ti ha incaricato di svolgere la prestazione "direzione lavori carattere geologico..." (aliquota d) nè l'assistenza ai collaudi (aliquota d) poichè la legge non glielo impone. Ma il collega furbetto, che è a favore della distinzione tra l'atività geognostica e quella di consulenza, di solito imbroglia la maggiorazione art. 23 III comma (max 50% dell'aliquota c) con l'aliquota dovuta per la "direzione ed alta sorveglianza sotto l'aspetto geologico dei lavori con visite periodiche al cantiere ...ecc(aliquota d) e si fa riconoscere il 90% dell'incarico. Poi applica l'art. 23 I° comma del tariffario( estenzione all'unità ) ed il gioco è fatto! Vediamo senza separazione quanti Consiglieri e Presidenti di Ordini avrebbero potuto presentare parcelle unitarie anzichè parziali? 
Ultima modifica di Ivan Scaravilli; 28/07/2011 15:57.
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In ogni caso questa diceria della distinzione tra attività professionale ed attività d'impresa sta danneggiando parecchi colleghi che appartengono al nostro mondo professionale ed avvantaggia pochissimi colleghi(in genere rappresentanti di categoria e del mondo politicoi) che con la scusa di svolgere attivitá non concorrenziale con quella della consulenza si sono chiusi il mercato a loro esclusivo vantaggio: "siamo sul titanic" e loro si sono fottuti le scialuppe. Cosa che meriterebbe solo il linciaggio  .....altro che ricorsi!
Ultima modifica di Ivan Scaravilli; 29/07/2011 03:56.
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(AGENPARL) - Roma, 28 lug - Con un disegno di legge costituzionale, che prevede espressamente la soppressione, dall'art. 33 della Costituzione, dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio professionale, presentato oggi, in Aula, al Senato, il senatore del Pdl Raffaele Lauro, membro della Commissione Affari Costituzionali, affronta il problema dell'abolizione di tutti gli ordini professionali dal nostro ordinamento giuridico. "Questa è la prima e la più importante - ha dichiarato Lauro - delle riforme liberali da realizzare, al più presto, nel nostro Paese, se vogliamo liberare energie per un nuovo sviluppo economico. Gli ordini professionali si sono trasformati in corporazioni, che hanno il solo scopo di difendere ed amministrare privilegi acquisiti, cioè costi aggiuntivi per i cittadini e mediocre qualità dei servizi. La Banca d'Italia ha stimato l'entità della rendita monopolistica degli ordini, che ostacola una vera concorrenza, nella misura di unici punti di PIL in pochi anni, di cui ben cinque nei primi tre anni".
Lascio a voi ogni commento.
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Dal Corriere odierno MILANO - È la prima «normativa quadro» sulle professioni. Accontenta (quasi) tutti. Non abolisce gli Ordini né l' esame di Stato; e non prevede, come temuto da alcuni professionisti, le società di capitale, cioè l' ingresso di soci esterni negli studi professionali. Obbliga invece gli stessi studi a pagare i praticanti «equamente» (come già suggerito dall' Antitrust); consente ai giovani di fare tirocinio durante l' università, per accelerare l' ingresso nel lavoro; obbliga i professionisti alla polizza di responsabilità civile: se il commercialista, per esempio, presenta in ritardo la dichiarazione dei redditi, il cliente multato può farsi rimborsare dall' assicurazione; «separa le carriere» fra gli eletti degli Ordini e chi commina le sanzioni disciplinari; e ribadisce, soprattutto, norme chiave dei decreti Bersani, come la pubblicità comparativa e l' abolizione delle tariffe minime, che la riforma dell' ordinamento forense, già passata al Senato, stava per abolire. Sono queste le novità del decreto anticrisi sugli Ordini professionali, articolo 3: «Abrogazione delle indebite restrizioni all' accesso e all' esercizio delle professioni e delle attività economiche». «Si poteva fare di più, avevamo chiesto che negli Ordini entrassero rappresentanti dei consumatori, ma è già un buon risultato, speriamo che il Parlamento lo modifichi in meglio», commenta con il Corriere della Sera Antonio Catricalà, presidente dell' Antitrust, che denunciò la mancata apertura al mercato degli Ordini già nel 2008 e in giugno ha lanciato l' allarme sulle «liberalizzazioni ferme nell' agenda del governo». Il decreto è soddisfacente per gli stessi professionisti (tranne gli avvocati), che temevano l' abolizione di Ordini ed esame di Stato. Del resto, è in linea con la proposta di riforma presentata l' anno scorso dal Cup, il Consiglio unitario dei professionisti, all' allora guardasigilli, Angelino Alfano. Se il decreto sarà approvato dal Parlamento, le riforme vanno attuate entro un anno. Sette i punti. 1) L' accesso alla professione è libero: niente numero chiuso, tranne per «ragioni di interesse pubblico» (forse i notai); 2) il professionista è obbligato alla formazione continua, oppure è sanzionato; 3) il praticante va pagato «in base al suo concreto apporto» e potrà fare tirocinio anche durante il corso di laurea; 4) la parcella al professionista si pattua per iscritto e le tariffe minime sono solo di riferimento: possono scendere; 5) il professionista deve assicurarsi contro i rischi del mestiere; 6) nascono i «collegi giudicanti» territoriali, separati dagli Ordini; 7) è ammessa la pubblicità comparativa, purché non ingannevole. «Non vengono ripristinati i minimi tariffari, ma una manovra da 45 miliardi che impone sacrifici agli italiani non poteva non chiedere sacrifici anche a noi - commenta Marina Calderone, presidente del Cup -. Abbiamo chiesto di non destrutturare il sistema e siamo stati ascoltati». «È un equilibrato compromesso, le liberalizzazioni che potevano essere richieste alle professioni ci sono tutte», dice Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti. E Leopoldo Freyrie, a capo degli architetti, solleva critiche su costi e «mancanza di provvedimenti d' investimento», ma alla fine dà voto 6. Alessandra Puato
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massimo ce la siamo cavata per poco, anche se molte delle cose contenute erano (tipo ass) già nella pratica professionale e richieste negli appalti anche privati dalle ass. poco chiaro quello del praticantato e la pubblicità comparativa del tipo (io fi faccio pagare meno di trosseo e sono anche più bravo?) o quella ca..ta dei rappresentanti dei consumaattori che voleva quella buon anima d citricalà
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Se il decreto sarà approvato dal Parlamento, le riforme vanno attuate entro un anno. Sette i punti. 1) L' accesso alla professione è libero: niente numero chiuso, tranne per «ragioni di interesse pubblico» (forse i notai); 2) il professionista è obbligato alla formazione continua, oppure è sanzionato; 3) il praticante va pagato «in base al suo concreto apporto» e potrà fare tirocinio anche durante il corso di laurea; 4) la parcella al professionista si pattua per iscritto e le tariffe minime sono solo di riferimento: possono scendere; 5) il professionista deve assicurarsi contro i rischi del mestiere; 6) nascono i «collegi giudicanti» territoriali, separati dagli Ordini; 7) è ammessa la pubblicità comparativa, purché non ingannevole. Alessandra Puato Punto 1: rimane tutto come prima... non mi sembra che ci sia mai stato uno "sbarramento" all'accesso alla libera professione...infatti una volta completato "l'iter" (laurea ed esame di stato) l'ordine (tutti) non può assolutamente negare a nessuno l'iscrizione...mi sembra un proclama demagogico per tutelare le professioni a numero chiuso...ossia i notai, che sarranno sempre la solita casta intoccabile e a tariffa obbligata...(peraltro esagerata rispetto al tempo impiegato..) Punto 2: stendiamo un velo pietoso.. sappiamo tutti com'è finita con gli APC.. con il condono..  . (fermo restando che l'APC è necessario).. Punto 3: il praticante pagato?? questa è la vera barzelletta...  nell'italia dei furbi già immagino come verrà pagato o tutti i sotterfugi che verranno utilizzati... Punto 4: vedi esempio sicilia di parecchi anni fa... (1995/96)... parecchi colleghi si introiettarono il tutto.. remember Gianvito??... in ogni caso si dovrebbe creare una legge apposita... sarebbe invece più utile che il rilascio di eventuali autorizzazioni da parte degli enti sia subordinato all'effettivo pagamento dell'onororario.. attraverso il semplice controllo del bonifico di pagamento o del benestare del professionista all'ente. Lo stato otterrà tre vantaggi: il controllo dell'evasione fiscale, l'incremento delle entrate ed un risparmio sugli accertamenti.. Punto 5: sono anni che lo dico... e dovrebbe essere anche condicio sine qua non per l'iscrizione all'albo, insieme all'apertura di partita iva e contestuale iscrizione alla cassa Punto 6: e da chi saranno nominati??? sempre dall'ordine??? in italia la legge per i nemici si applica e per gli amici si interpreta... Punto 7: la pubblicità è ammessa anche adesso.. Mi chiedo se ci sarà da parte degli ordini e del CNG, l'interesse a coinvolgere la "base" visto che tale riforma si deve attuare entro un anno...
Ultima modifica di grannisi; 15/08/2011 17:39.
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Secondo me, per non scontentare nessuno, hanno fatto un bel pastrocchio.
Punti positivi: assicurazione obbligatoria (temo che ancora ci siano tanti colleghi che ancora non si sono premuniti, altrimenti non si spiegano certe parcelle da fame), libero accesso alla professione (ma come dice Grannisi per noi non è una novità), separazione tra chi sanziona e chi governa (anche se bisognerà capire chi sceglierà i sanzionatori)
Punti negativi: il praticantato se permane l'esame di stato (che senso ha mantenere entrambi ? Io sarei favorevole ad un praticantato serio, ovviamente remunerato il giusto, ma allora togliamo l'esame di stato, secondo me inutile per come è strutturato ora) APC obbligatorio (come ho sempre sostenuto l'APC deve essere facoltativo, in base alle necessità ed alle disponibilità di ogni iscritto) Abolizione dei minimi tariffari (il decreto Bersani ha fallito i suoi obiettivi, non perché non fossero giusti in principio - un esempio su tutti: l'abolizione dei minimi dei notai ci avrebbe fatto risparmiare un bel po' di soldini - ma perché noi geologi, ed i professionisti in toto, non possiamo essere lasciati liberi che subito spuntano colleghi che si svendono per 4 soldi. Ci meriteremmo la vidimazione di TUTTE le parcelle ed un controllo serrato da dittatura comunista !
Sugli altri punti ancora non ho capito bene i dettagli
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sono riforme generaliste in genere tipo (sacco per la cima) senza tenere conto delle singole peculiarità delle professioni e senza alcuna democrazia con categorie più forti che impongono e parti sociali che anche loro vogliono il "capro" e categorie "sfigate" come la nostra che contano come il due di coppe che subiscono
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