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Iscritto: Mar 2005
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Concordo con voi quanto a scarsa chiarazza nella definizione del MODELLLO GEOLOGICO nelle nuove norme del NTU. Però, vorrei osservare due cose: 1) Se siamo geologi credo che non abbiamo bisogno di un tutor che ci spieghi che cosa sia o cosa si intenda per modello geologico. Ritengo che qualunque professionista geologo abilitato abbia almeno ben chiaro il concetto di "modello" in sensu lato. 2) Credo che la norma non essendo molto specifica ci lasci molto spazio nella definizione dei parametri e dei dati da inserire nel modello! Meglio non essere ingabbiati anche perchè a mio avviso nel territorio italiano le svariate situazioni geologiche, idrogeologiche, geomorfologiche, sismiche, vulcaniche ecc. non renderebbero semplice la costituzione e definizione di un modello geologico di riferimento. Si rischia di cadere nel grossolano ed inesaustivo errore della definizione delle categorie di suolo. Nessun geologo in maniera così sbrigativa classificherebbe un terreno secondo una semplice catalogazione nelle categorie citate nel TU. Ad Maiora!
"I wants to know the God's thoughts...the rest are details!" A.Einstein
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Iscritto: May 2002
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So d'accordo co Maurone! Si gruoss! I ro si?
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Iscritto: Sep 2000
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Non mi riesce di capire cosa, nella mia risposta, vi abbia fatto tanto inorridire.
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Iscritto: Apr 2000
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Credo che poco si debba discutere sul modello geologico, vero come dice Massimo che dei rischio idrogeologico s.l. non bisogna scordarsi... Altro paio di maniche è la parametrizzazione A quando corsi (anche auto organizzati) come quelli proposti dall'ordine delle Marche?
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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Iscritto: Oct 2005
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Mi unisco a Maurone, però l'obiettivo era rispondere a PAL. Il modello geologico deve da un lato fornire la base concettuale al modello geotecnico, e quindi includere tutte le informazioni utili per prevedere poi il comportamento del sistema fondazione-terreno e più in generale opera-terreno: in linea di principio direi litostratigrafia, struttura, idrogeologia, morfologia quando rilevante (es. costruzioni su pendio) e variabilità, per citare un tema caro a McCoy (mi sono dimenticato qualcosa nella fretta ?). Dall'altro lato il modello deve prendere in considerazione tutti gli scenari di pericolosità geologica e geomorfologica relativi all'area. Del resto mi sembra che è quanto già facciamo. Ricordo comunque che in generale le indagini sono calibrate rispetto alle caratteristiche delle opere e alla complessità dell'assetto geologico e delle problematiche relative. Poi, come dice Vorlicek, la parametrizzazione è un'altra cosa, quella che dà corpo al modello geotecnico. In ogni caso informazioni per il modello geologico, magari indirette, presuntive e da incrociare con altre, possono essere ottenute anche durante indagini geotecniche quali le penetrometrie e non solo i sondaggi; perciò, nella definizione del modello geologico, vanno scelte e pianificate bene analisi e prove per evitare la necessità di duplicazioni.
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Iscritto: Mar 2005
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Concordo con geostd. Piuttosto aggiungerei che questo nuovo TU ci fornisce una grande opportunità: ci restituisce il ruolo da protagonista che meritiamo, ancor prima di mettere mano alla costruzione. Sappiamone approfittare...dunque, forniamo il modello geologico che solo un geologo sa e può fare! Mi spiace per Pal, ma non conosco testi che definiscano in maniera rigorosa il "modello geologico" del sito. Come dice Geostd pianifica bene una buona campagna di indagini.
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Iscritto: Aug 2001
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Giuro che non capisco quests discussione.
Io ho sempre chiamato quello che ho prodotto "modello geologico"
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Iscritto: Feb 2002
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x Maurone Ti ho visto al convegno della mostra di Napoli Vedo che hai recepito bene il messaggio degli autorevoli relatori. Gruoss!!
x VM Concordo con te!
Fuggire la realtà non rappresenta una soluzione.
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Iscritto: Oct 2005
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Credo che la discussione derivi dal fatto che prima del TU il modello geologico era, per così dire, "implicito" alla pratica professionale; adesso il modello geologico deve essere "esplicito", quasi a sè stante, ed è oggetto di uno specifico punto del TU stesso. Quindi ci devono essere criteri chiari e condivisi (non quelli generici del TU) per definire che cosa sia un modello geologico in modo da sapere se la legge è stata soddisfatta e se l'incarico professionale è stato onorato.
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Iscritto: Oct 2000
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E' proprio questo il punto, ma come mi mettono giù 400 pagine di prassi da seguire e poi abrogano il DM che recitava: ---------------- La relazione geologica è prescritta per le opere a cui fanno riferimento le sezioni E, F, G, H, I, L, M e O, della presente normativa e per le aree dichiarate sismiche o soggette a vincoli particolari. Essa deve comprendere ed illustrare la situazione litostratigrafica locale, con definizione dell'origine e natura dei litotipi, del loro stato di alterazione e fratturazione e della loro degradabilità, i lineamenti morfologici della zona, nonché gli eventuali processi morfologici ed i dissesti in atto o potenziali; deve precisare inoltre i caratteri geostrutturali generali, la geometria e le caratteristiche delle superfici di discontinuità e fornire lo schema della circolazione idrica superficiale e sotterranea. ----------------- Non noto nessuna differenza in meglio, il modello geologico lo ottenve anche da queste ricostruzioni.
Ma il modello geologico ora come lo faccio, di concetto? con le guide geologiche? NB scherzo! Ma non mi si raccomanda neppure un livello minimo di indagine, e ricordiamoci poi che il DM88 aveva pure una circolare molto dettagliata.
Per carità posso anche essere duro di comprendonio, o pessimista.
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