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#104933 01/08/2011 16:55
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Non ho fatto eseguire molti DMT, ma ho personalmente notato quanto segue:

  • modulo edometrico: è molto maggiore di quello di laboratorio
  • Cu: è minore di quella determinata con altre indagini i n situ
  • Granulometria: non riflette sempre quella effettiva



Circa il primo punto ho delle ipotesi esplicative, posso aggiungere che anche altri colleghi hanno notato la differenza nei moduli edometrici tra prove di laboratorio e DMT.

Ipotesi per spiegare tentativamente le differenze:


-Disturbo
-Saturazione
-Curva di laboratorio verso curva di campo

Nel caso di DMT eseguita al di sopra della falda, molto probabilmente il provino di laboratorio risulterà avere una Sr > di quella delle condizioni naturali nell'intorno del sensore del DMT, per cui questo aspetto potrebbe da solo spiegare la differenza.

In condizioni di saturazione tale spiegazioen non è applicabile.

Osservazioni ed esperienze degli altri colleghi?


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Originariamente inviato da: mccoy
Non ho fatto eseguire molti DMT, ma ho personalmente notato quanto segue:
  • modulo edometrico: è molto maggiore di quello di laboratorio
  • Cu: è minore di quella determinata con altre indagini i n situ
  • Granulometria: non riflette sempre quella effettiva

Circa il primo punto ho delle ipotesi esplicative, posso aggiungere che anche altri colleghi hanno notato la differenza nei moduli edometrici tra prove di laboratorio e DMT.
Ipotesi per spiegare tentativamente le differenze:
-Disturbo
-Saturazione
-Curva di laboratorio verso curva di campo
Nel caso di DMT eseguita al di sopra della falda, molto probabilmente il provino di laboratorio risulterà avere una Sr > di quella delle condizioni naturali nell'intorno del sensore del DMT, per cui questo aspetto potrebbe da solo spiegare la differenza.
In condizioni di saturazione tale spiegazioen non è applicabile.
Osservazioni ed esperienze degli altri colleghi?

Anche io non ho mai fatto eseguire dilatometrie, ma le mie impressioni sono le seguenti:
il modulo edometrico in linea generale relativo alle prove di laboratorio necessariamente è più basso per le diverse condizioni al contorno: cioè in lab il provino è realmente contenuto rigidamente ed indeformabilmente lateralmente, mentre in sito no. Questo è valido anche per le altre prove in sito: anche le cpt da mia esperienza forniscono valori del modulo edometrico un po' più alti.
Di contro la prova di laboratorio ha il pregio di fornirti le variazioni dei moduli nei vari campi tensionali, cosa che le prove in sito non possono fornire (forse l'unica è il pressiometro Menard?).
Per quanto attiene la cu in realtà tutte le prove secondo me sovrastimano la cu in linea generale, a meno di trovarsi in terreni saturi con B di almeno 0.96, compresa la ELL. Da esperienze personali la cu determinata con triassiale UU con saturazione preliminare forniscono valori di cu più bassi anche del 50% rispetto a prove ELL.

Ultima modifica di Gianni Gambetta Vianna; 02/08/2011 08:56.

Impara l'arte e mettila da parte!
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Originariamente inviato da: Gianni Gambetta Vianna
...cioè in lab il provino è realmente contenuto rigidamente ed indeformabilmente lateralmente, mentre in sito no. Questo è valido anche per le altre prove in sito: anche le cpt da mia esperienza forniscono valori del modulo edometrico un po' più alti.


Però, per definizione il modulo edometrico è confinato, altrimenti si parlerebbe di modulo elastico. Quindi anche se
il sensore del dilatometro misura un comportamento elastico, non confinato lateralmente, la correlazione è stata necessariamente tarata su prove di laboratorio del tipo edometrico. Sono questi dettagli sulle correlazioni che dobrebbe divulgare il prof. Marchetti, dato che il modulo edometrico è uno dei punti forti di questa indagine.


Originariamente inviato da: Gianni Gambetta Vianna
Di contro la prova di laboratorio ha il pregio di fornirti le variazioni dei moduli nei vari campi tensionali, cosa che le prove in sito non possono fornire (forse l'unica è il pressiometro Menard?).


E qui purtroppo citi il punto dolente delle correlazioni, ossia non si sa quel modulo edometrico a quale stato tensionale sia riferito. A parte forse una correlazione, che devo recuperare, nella quale lo stato tensionale è uno dei parametri di input


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le defomazioni indotte da un SPT a punta aperta sono diverse da quelle a punta chiusa (nell'intorno dello strumento), quelle del dilatometro (esistono pubblicazioni) sono diverse da quelle di un CPTU e di un pressiometro, penso che con dovute correlazioni che tengano in considerazione questo e il grado di defomazione indotto (strain) dell'opera di progetto si avrebbero risulati più attendibili


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Utilizzo con una certa regolarità le DMT e ti confermo che a volte il modulo edometrico mi appare sovrastimato (questo aspetto non viene confermato nelle pubblicazioni degli autori), certamente il campo di variabilità di una prova di laboratorio è condizionato da molti fattori (alcuni li hai elencati), e generalmente quando mi ci affido non ne faccio mai una sola (risultati troppo imprevedibili). Generalmente considero le DMT molto affidabili e non ho riscontrato difformità sostanziali nell’interpretazione stratigrafica. Trovo molto utili queste prove nei versanti in frana, perché l’indice di spinta orizzontale è un parametro che la CPTU non fornisce. Il valore di Cu è attendibile (secondo la mia esperienza), tanto quanto quello della CPTE/CPTU, sicuramente più attendibile di una CPTm (l’esperienza degli operatori in questo caso è determinante).

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Originariamente inviato da: geologinsieme
Utilizzo con una certa regolarità le DMT e ti confermo che a volte il modulo edometrico mi appare sovrastimato (questo aspetto non viene confermato nelle pubblicazioni degli autori)....


è molto strano il fatto che in letteratura non si parli di questo aspetto che sembra ormai unanime.

Pòotrebbe anche essere che il modulo di laboratorio sia sottostimato.

Potrebbe essere che il modulo edometrico del dilatometro sia non drenato, come suggerirebbero el parloe di Marchetti nel suo articolo riassuntivo pubblicato nel suo sito (ossia suggerisce di ottenere il modulo di young con al formula dell'elasticità, ma come sappiamo questo è legittimo solo in condizioni non dreante), però come modulo non drenato i valori potrebbero essere troppo bassi.

Personalmente, poichè ho il fondato dubbio che spesso in alcuni terreni il modulo di laboratorio è sottostimato, penso che il modulo da DMT mi permette di avere un valore più realistico.

Queste sono ovviamente considerazioni valide per le specifiche litologie ed aree


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Originariamente inviato da: mccoy
....
Potrebbe essere che il modulo edometrico del dilatometro sia non drenato, come suggerirebbero el parloe di Marchetti nel suo articolo riassuntivo pubblicato nel suo sito (ossia suggerisce di ottenere il modulo di young con al formula dell'elasticità, ma come sappiamo questo è legittimo solo in condizioni non dreante), però come modulo non drenato i valori potrebbero essere troppo bassi.

Personalmente, poichè ho il fondato dubbio che spesso in alcuni terreni il modulo di laboratorio è sottostimato, penso che il modulo da DMT mi permette di avere un valore più realistico.
...

La Commissione geotecnica del veneto sta organizzando i Corsi 2012. E' mooolto probabile che Prof.Marchetti venga a farci provare in diretta il dilatometro per poter discutere i risultati ottenuti. Vi terrò informati. wink


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Riesumo il thread dopo la recente discussione con Gianni Togliani in altro topic, vedo se riesco ad inserire qui quanto riferibile al DTM.


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Negli anni novanta da poco inventato il dilatometro,ho fatto una serie di prove in limi torbosi e in tutte le prove il modulo edometrico mi risultava del 25-40% più alto delle prove edometriche, così pure la coesione non drenata risultava sempre
più alta. Avendo all'epoca un laboratorio per uso personale ho ripetuto più volte le prove edometriche e di ELL con tutte le accortezze possibili, ma il risultato era quasi sempre lo stesso
si discostava di poco da una prova all'altra. Sono arrivato alla conlusione che in materiali molto plastici e quasi impermeabili
lo strumento è come se si punta e quindi credo che il volume
interessato con il dilatometro gioca un ruolo importante sul risultato finale. saluti


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