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Antonielli è assolutamente vero che alle discussioni sui provvedimenti del Governo in materia di finanza pubblica potevano essere presenti solo le "organizzazioni che firmano contratti collettivi" in quanto rappresentative delle "parti sociali". E' vero che le libere professioni (espressioni degli Ordini)non erano presenti ma è altresì vero che i Liberi Professionisti (rappresentati dalla Confprofessioni nella quale aderiscono le Associazioni Sindacali dei L.P. di tutte le categorie ordinistiche - e tra queste anche il SINGEOP)che sono portatrici di specifici e peculiari interessi socio-economici e che sono effettivamente i produttori del 15,8% del PIL erano presenti ed hanno espresso anche vivacemente le loro opinioni in specialmodo quelle orientate a frenare le voraci colpulsioni di Confindustria e delle OO.SS. Con quali risultati? Aspettiamo di leggere il testo definitivo del decreto governativo. Un cordiale saluto da Andrea Maniscalco
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Iscritto: Feb 2008
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rispolvero la discussione alla luce dell'ultimo decreto relativo alla finanza nel quale nel punto relativo agli ordini professionali si cita chiaramente l'obbligatorietà dell'aggiornamento professionale continuo...alla luce di ciò, nonostante le critiche, è evidente che l'ordine ci ha visto giusto con i corsi APC ;), cosa ne pensate?
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che invece stanno andando TUTTI nella direzione sbagliata !!!
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Iscritto: Jun 2008
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Ho frequentato i corsi APC, ho abbondantemente superato i fatidici 50 crediti e posso assicurare che ho avuto un ottimo giovamento professionale senza spendere grandi capitali; inoltre la frequenza mi ha permesso di interfacciarmi con altri colleghi. Ero inizialmente scettico sull'obbligatorietà e, leggere che chi non ha ottemperato ha ancora 18 mesi per la messa in regola ....la dice lunga. Immagino che sia il CN che i vari OR non sappiano cosa fare contro gli inadempienti, e probabilmente non hanno nemmeno uno straccio di strumento giuridico per qualsiasi azione. La scomparsa della professione non la vedo imminente e tantomeno la soppressione degli Ordini professionali, però vedo tanta confusione. Cosa resta: di certo i corsi APC fanno bene al professionista ed alla professione, così come l'esame di stato, toglierlo sarebbe veramente un grave errore. Cerchiamo di darci dei punti fermi da cui iniziare. saluti
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Sull'APC obbligatorio penso sia ormai noto come la penso...in estrema sintesi, se venisse meno la buona volontà di tanti consiglieri regionali che si sono effettivamente dannati per organizzare corsi gratuiti e spesso interessanti, saremo tutti in mano alla "casta" dei docenti che sui corsi ci sguazza. Sono curioso di vedere cosa succederà tra un po' d'anni, quando magari cambieranno alcuni dei nostri rappresentanti e quando magari ci ritroveremo sempre con l'APC obbligatorio, ma a pagamento. Sarebbe poi interessante verificare se, dopo i 3 anni sperimentali, la qualità delle nostre relazioni sia effettivamente migliorata, mission impossible !!!
Per quanto riguarda l'esame di stato io invece sono convinto che non sia affatto utile per valutare le capacità di svolgere la professione. Ritengo invece che un buon praticantato, giustamente remunerato, sia decisamente più idoneo. Con la manovra finanziaria è stato in effetti introdotto, ma mantenendo sempre l'esame di stato: ma che senso ha ? Alla faccia della "liberalizzazione delle professioni" ! Qui i vincoli aumentano sempre di più: esame di stato, praticantato, APC, una triade micidiale per scoraggiare l'inserimento nel mondo del lavoro
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Personalmente non sono favorevole all'APC obbligatorio ma lo sono all'aggiornamento professionale. Anch'io ho assolto all'APC superando abbondantemente i 50 crediti e continuando ad aggiornarmi anche con altri corsi fuori APC come ho sempre fatto, ma sapevo benissimo che nulla si sarebbe potuto fare verso gli inadempienti. Penso anche che affinchè possa migliorare la qualità delle relazioni non sia sufficiente l'aggiornamento prof. continuo ma ci vuole anche un giusto riconoscimento economico, del resto per fare lavori di qualità medio-alta è necessario investire adeguatamente in strumenti e software, quindi in sintesi non è possibile ottenere il risultato con ribassi che superano abbondamente il 50% a meno di essere grossi studi e società. La mia opinione sull'esame di stato: è essenziale che permanga come valutazione anche a seguito di un tirocinio, altrimenti coloro che prendono tirocinanti in carico dovrebbero a loro volta essere idonei per tale scopo, non tutti sanno comunicare e insegnare e alle volte i tirocini rappresentano un'ulteriore perdita di tempo per giungere ai casi nei quali si insegnano metodologie non corrette. Inoltre ci dobbiamo interrogare anche sui lavori prodotti da colleghi con contenuti minimi insufficienti, non è dato saper se dipende da una preparazione inadeguata oppure da una remunazione insufficiente, anche costoro potrebbero includere tirocinanti nei loro studi a che pro? Sono d'accordo che i requisiti per entrare e restare in attività stanno divenendo sempre più pesanti e onerosi.
Arual
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