In effetti non c'è un nesso.
Semplicemente c'è da soddisfare la confindustria che, come ho già detto, vuole avere la ns. fetta di mercato.
La marcegaglia attreverso interviste televisive ed il suo giornale Il Sole 24 nei mesi e giorni passati ha continuato a sottolineare che le libere professioni bloccavano la crescita (sigh!) e se c'è tutto questo accanimento la risposta è una sola: "prendiamoci il 15% del P.I.L.".

Mettiamoci le uscite dcell'antitrust e abbiamo completato il quadretto.

Tenete anche conto del tesoro delle casse di previdenza che sono un altro eldorado.

Non a caso subito dopo il famigerato decreto bersani i bandi di grosse progettazioni sono state aggiudicate con ribassi fino al 100% per mettere le mani su un mercato che è troppo appetibile.

Comunque, Michele, il CNG (non solo questo, ma anche il precedente gliene va dato atto) insieme agli altri CN ha cercato il dialogo facendo proposte e richieste di riforma delle professioni, ma i risultati sono stati frustranti (e informalmente si faceva capire che bisognava accontentare i potentati economici).

Michele vuoi sapere quale è stata la giustificazione dell'esclusione delle libere professioni dagli incontri? Che potevano sedere al tavolo solo le "organizzazioni che firmano contratti collettivi".
Cioè chi produce il 15% del P.I.L. viene formalmente escluso e non viene considerato come una delle parti sociali.

L'ultima volta siamo riusciti tramite un'azione di lobbing dei CN (ad esempio dai consiglieri CNG sono stati contattati personalmente i singoli deputati e senatori con cui si avevano contatti per conoscenze regionali e sono stati sensibilizzati sul problema), questa volta non so come andrà a finire.

Saluti.
Giuliano Antonielli