Si parla di sciabola? Eccomi, sono pronta! Un colpo (benevolo) a Gianni: il problema non è il diverso approccio usato da geologi e ingeneri, ma il dover (per legge) estrapolare le tue previsioni sul carico di pali seguendo una procedura che ti impone di assumere dei valori “scaturiti da non so dove”. Certamente è collaudata dal fior fiore di ricercatori (gli estensori delle ntc) che ci dicono che x (perché non x,2?) è il CS per il carico laterale ed y(perché non y,3?) quello per il carico di punta, non solo, ma il carico del palo deve anche essere fattorizzato in base al numero di verticali che hai indagato. Io invece credo che non valga sempre la sequenza “tante verticali= calcoli più affidabili=minor fattorizzazione dei carichi previsti”. Ora, ditemi, cosa c’entra il numero di verticali con il comportamento del terreno (sono grandezze incongruenti)? E’ forse più attendibile la mia previsione (qui a Venezia) se ho eseguito 10 spt invece di 4 cptu?E qui potremmo aprire una discussione sui punti di forza/debolezza delle suddette prove penetro metriche… E’ una lotta impari non tra geologi e ing (anche se imbucherei in una calle qualcuno di loro per dargliele di santa ragione) ma tra una norma piovuta -e spero che i quaderni che stiamo(?) elaborando non si trasformino in una gabbia del genere- e il rapporto tra azioni e resistenze nella realtà.
“E’ la sostanza che conta” dici giustamente, Gianni, e qui sono pienamente d’accordo con te; tuttavia la norma è norma e, viste le falle che possiede (la relazione geotecnica deve avere dei requisiti propri), a questo punto mi viene da seguire questi step:
1-svolgo le indagini più appropriate (da me cptu sismiche, perché le preferisco/sondaggi a carotaggio continuo e, se mi è andata bene col committente, prelevo campioni per lab);
2-seguo (dopo che ing mi ha fornito le tutte le azioni) le procedure di calcolo scelte in funzione del tipo di pali e dell’autore (è per questo che ti vengo a sentire, Gianni);
3-svolgo le prove di carico su uno o più pali (perché le ditte qui le fanno comunque, indipendentemente dalle tue previsioni) e verifico l’esattezza dei miei calcoli.
Mi accorgo che avevo sottostimato il carico di servizio, in base ai dati delle prove di carico in posto (n.3 sopra) e spesso perché, per la sicurezza, ho scelto i valori più cautelativi (giustissimo!!!), ma soprattutto discriminante è il n. di verticali e/o i suddetti CS x e y. Pessima figura col committente: rischio di fargli spendere una montagna di denaro (dopo tutte le spese di laboratorio e prove in posto). Morale? Valgono di più le prove in posto delle tue previsioni (che devono, per legge, seguire una norma precisa). Elaboro una procedura che mi permetta di avvicinarmi più possibile alla realtà, la faccio validare da una commissione internazionale, ma poi devo seguire la particolare norma italiana. Questo scollamento, ripeto, non è dovuto al diverso approccio al problema, seguito da geol o da ing, ma ha una diversa origine..
wink


The road not taken
(Robert Frost)