Gent.mo Gianni,
più che di retroguardia i tuoi argomenti rivelano la creatività di una persona che, attraverso il linguaggio della geotecnica, traduce un’idea maturata dopo anni di sperimentazione. Credo che i “visitatori del sito del Corso” non intervengano qui per pigrizia. E’ come se, presentandoti al concessionario-auto ti spiegassero come funziona il motore innovativo, quando a te basta che sia sicuro e che non ti lasci per strada.
Il metodo Zel (zero extension lines) lega la previsione di capacità portante di fondazioni superficiali alla variabilità dell’angolo di attrito interno, o meglio, come piace a Erio Pasqualini, all’angolo di resistenza al taglio, fondamentale per la stima di N-gamma. La novità è che questo metodo (udite, udite ing del calcestruzzo) considera la disomogenea distribuzione di fi nel terreno sottostante la fondazione.
Indipendentemente dalle mie esibizioni tersicoree…vincerai facile: mi riconoscerai perché sarò una delle “4 gatte geologhe” (intendi: che siamo poche)…