In verità tale obbligo, anche prima del decreto Bersani, con i privati non lo rispettava nessuno, tranne forse in casi di contestazioni per cui si doveva ricorrere all'ordine per la vidimazione della parcella e così il privato, se aveva pagato meno del minimo tariffario, ci rimetteva il resto.
Con gli enti pubblici, invece, in particolare con le cosiddette convenzioni erano proprio i pubblici dipendenti che esercitavano, come ancora esercitano, la libera professione, compresi i prof. universitari, che derogavano allegramente all'obbligo dei minimi tariffari anche prima del cosiddetto decreto Bersani, tranne se l'ente pubblico che affidava l'incarico non richiedeva esplicitamente ed obbligatoriamente la vidimazione della parcella da parte dell'ordine. Solo in tale caso l'ordine poteva avere un minimo di controllo, mentre adesso non c'è più neanche questo. Tra l'altro mi piacerebbe sapere quanti pubblici dipendenti o professori rispettano l'obbligo di comunicare all'ordine l'esecuzione degli incarichi professionali che assumono.
E' vero il tariffario c'è sempre stato, ma c'è qualche collega che prima del decreto Bersani ha mai potuto seguire un convegno, un seminario o come si dice adesso un'APC che abbia avuto come argomento principale il tariffario e/o le sue possibili applicazioni "anche minime" ?
Ecco questo problema dell'applicazione del tariffario o quello delle gare presso gli enti pubblici forse è un argomento sul quale bisognerebbe tenere un convegno almeno ogni tre mesi. Ma evidentemente non lo si ritiene un argomento di interesse per la libera professione.
Il grave problema della deroga all'obbligo dei minimi tariffari c'è sempre stato, nonostante l'esistenza del tariffario e continuerà ad esserci molto probabilmente anche con il nuovo tariffario, se mai verrà approvato del Ministero.