Gent.mi Colleghi, voglio rappresentarvi un inconveniente cui è soggetta la nostra categoria. Mi spiego con un esempio:
Una costruzione dopo qualche anno, rivela un danno (crepe, cedimenti differenziali etc. etc.), il codice di procedura civile dice che per il risarcimento dei danni, devono essere citati nell'ordine il Progettista, il calcolatore, il d.d.l. il geologo etc etc. in quanto responsabili in solido. Il giudice convoca il CTU, e ci giochiamo il gratta e vinci, una stima errata del CTU ci mette in mezzo ad un bel caos che può durare fino a 20 anni, hai voglia poi a fare appello alle tue responsabilità che non sono uguali a quelle del d.d.l. che può decidere cose che tu non hai il potere di cambiare ma solo di influenzare. A volte le imprese stesse si rendono corresponsabili di dissesti insieme alla committenza facendo cose astruse e fuori da ogni logica. Intanto sei sotto il tacco di questi "signori" per decenni. Mi chiedo, se siamo tutti chiamati in solido di fronte alla legge, perchè non lo siamo anche per le tariffe professionali, le nostre (nel migliore dei casi) sono da un decimo ad un ventesimo quelle della d.d.l., servono per pagare due o tre udienze. Aggiungo che, i giudici non sanno spesso che pesci prendere, e "in dubio" ascoltano solo il CTU. Questo è un problema corrente, i nostri ordini professionali, se ne dovrebbero far carico individuando inanzitutto avvocati specializzati da consigliare, e poi, visto l'andazzo, di portare le nostre tariffe agli stessi importi delle altre figure professionali (almeno arrivare all'importo di 15 udienze). Si indende per udienza, al cambio attuale, un importo di € 400 da assoggettare alle ritenute di Legge.
Saluti Spirifer