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Salve a tutti,
volevo porre un quesito relativamente ai parametri geotecnici in materiali complessi come i corpi di frana originatisi in Flysch calcarei appenninici.
In particolare sono nella situazione di dover ricavare l'angolo di resistenza al taglio per calcolare la spinta attiva al retro di un muro di contenimento a protezione di un'abitazione. La cartografia regionale indica l'area come ricadente all'interno di un corpo di frana quiescente complessa originata in un Flysch calcareo marnoso. Il pendio è superiore ai 30 gradi; lo sbancamento effettuato ha evidenziato la presenza di argilla-argillite inglobante blocchi di materiale calcareo marnoso; a volte sono presenti relitti dell'originaria stratificazione. In materiali come questi come ci si comporta? Data l'estrema eterogeneità del deposito ritengo che prove penetrometriche, ammesso di poterle realizzare non possano essere rappresentative del comportamento dell'intero ammasso (un conto è se la punta attraversa argilla, diverso se incontra roccia). Anche sondaggio con spt o prove di laboratorio non sono efficaci (i provini non possono essere rappresentativi del complesso litologico argilla+calcare marnoso).
Ovviamente i testi di geotecnica della mia biblioteca evitano di affrontare questo tipo di argomenti...
Avete un suggerimento?

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In situazioni simili imposto il problema in questo modo:
- analisi geomorfologica della frana quiescente, per valutarne le condizioni di possibile riattivazione;
- definizione delle condizioni di deflusso delle acque superficiali e sotterranee;
- individuazione di una scarpata, naturale o artificiale, modellata in terreni uguali o simili a quelli da caratterizzare e stima dei parametri di resistenza tramite back analysis.

In base a questa prima analisi e a seconda del tipo e dell’importanza dell’opera, decido se e come approfondire con indagini specifiche.


How many years can a mountain exist/
before it is washed to the sea?
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premetto che ho poca esperienza.

teoricamente, data la componente litoide, si tratta di un ammasso roccioso con riempimento in argilla importante, io lo tratterei così e la caratterizzazione la farei sull'argilla prelevando campioni indisturbati da un pozzetto esplorativo o in affioramento. Così dovresti essere cautelativo.

al limite se trovi una franetta nella zona puoi provare una back analisi.


Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
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Dimenticavo, questo lavoro di Paul Marinos and Evert Hoek potrebbe tornarti utile.

Estimating the geotechnical properties of heterogeneous rock masses such as Flysch


How many years can a mountain exist/
before it is washed to the sea?
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Io su materiali tipo questi ho diverse esperienze; consiglio di effettuare sondaggi, prelievo di almeno 2-3 campioni da carotaggio a secco (visto che gli indisturbati non si riescono a prelevare, per non dilavare il materiale) limiti di consistenza, curva granulometrica e prova di taglio secondo la modalità kanji (passante 2mm con W=LL).
Otterrai i parametri più realistici dell'ammasso, poi puoi integrare con diverse spt se non ci sono troppi livelli calcarei.
In genere la resistenza al taglio in flysch è governata dalla frazione pelitica.


Impara l'arte e mettila da parte!
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sono quelle che in letteratura si chiamano "formazioni complesse" al limite fra il soli like e rock like che vanno interpretate sia con approcci geomeccanici che delle terre.
ogni situazione ha la sua storia e il suo modo di affrontarla sta alla tua sensibilità e conoscenza non è possibile fare o dare regole generali. l'approccio geomeccanico è importante specie per problemi di stabilità


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Buongiorno,
considerando che sei in un corpo di frana, quindi materiale di disgregazone del flysh tratterei tutto come terra, non credo che tu non possa eseguire cpt almeno nei primi metri di materiale pur eterogeneo che sia. Per un muro di contenimento se non vai su pali le profondità di investigazione non sono terribili. Al limite approfondisci con il dinamico.

Un saluto



Fa' sempre la cosa giusta.
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Salve,
Grazie a tutti per le risposte. Il problema è sempre quello di tradurre in pratica i preziosi consigli.
Ho effettuato analisi di laboratorio sulla frazione fine del corpo di frana quiescente impostato sul Flysch calcareo marnoso, considerando che il materiale fine caratterizzi il comportamento dell'ammasso
Limite liquido 48
Limite Plastico 24
Indice plastico 24
Umidità naturale 22,2%
Indice consistenza 1,08
Peso di volume 1,85 g/cm3
Passante allo staccio 0,075mm 92%
Frazione inferiore ai 2 micron 32 %
Argille inorganiche di media plasticità nella carta di Casagrande
Ho usato questi valori per determinare il valore dell'angolo residuo di res al taglio. Con la relazione di Jamiolkowsky e Pasqualini (Dal libro di Bruschi)ottengo un angolo residuo di circa 17 gradi.
Utilizzando la relazione phi residuo=-0,34*IP+32,1 gradi (sempre da Bruschi per terreni normalconsolidati) ottengo invece un valore di circa 24. I due valori sono molto diversi. Cosa mi consigliate di fare a questo punto? Quale valore ritenete più consono per il calcolo della spinta attiva su muro di contenimento del suddetto corpo di frana quiescente? L'ingegnere progettista avrebbe inserito nel suo programmino un valore di 30 gradi ma io lo ritengo francamente troppo alto
Il muro è stato previsto a scopo cautelativo in quanto la casa prospicente ha almeno 80 anni e non sono mai stati segnalati spostamenti o smottamenti

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non ho sottomao la pubbliczione ma vi è una relazione che lega la pietrosità (superficiedei massi rispetto al resto) di un ammasso complesso alle resistenze e comportamento meccanico.
considerare un argilla solo attritiva è riduttivo, fossi in te la considererei solo coesiva con Cu e c' (magari con phi residuo o efficiacie tra 14 e 17). srani quei limiti con IP = LP. ti ricordo che con passante così alto e argilla oltre il 30% sei nel campo delle argille con ritiro e potenziale espansivo importante


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Originariamente inviato da: killermazz
Il pendio è superiore ai 30 gradi; lo sbancamento effettuato ha evidenziato la presenza di argilla-argillite inglobante blocchi di materiale calcareo marnoso; a volte sono presenti relitti dell'originaria stratificazione.


Con terreni simili non credo sia sensato ragionare solo in termini di limiti di Atterberg, che equivarrebbe a supporre che tutto l'ammasso abbia le stesse caratteristiche granulometriche del campione esaminato in laboratorio. A meno che la componente pelitica non sia effettivamente prevalente.
Ma allora il versante inclinato di 30 gradi come s'è mantenuto finora?

Inoltre, non mi sembra sia solo un problema di spinta attiva.
Hai a che fare con terreni complessi e sei in una frana quiescente: hai considerato la stabilità globale?

Per curiosità:
Quanto è alto il muro?
Quanto è lungo il pendio?
Quanto terreno è stato sbancato?
Rispetto al corpo di frana, lo sbancamento è stato fatto nella parte bassa, media o alta?
Lo scavo è asciutto?
I terreni esposti dallo sbancamento sono saturi o hanno screziature di colore che facciano pensare alla presenza di acqua?







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