Salve,
Per Michele Conti:
I valori dei limiti stupiscono anche me, specialmente dato l'elevata frazione argillosa; bisogna fidarsi del laboratorio che le ha eseguite.....
Il fatto di considerare solo il contributo della frazione fine nasce proprio dal fatto di non riuscire (almeno credo ed è questo il tema) a "conteggiare" il contributo della frazione grossolana, costituita da blocchi eterometrici di calcari marnosi; siamo ala limite tra matrice-sostenuto e granulo-sostenuto. Per quanto riguarda la scelta dell'analisi in condizioni drenate o non drenate ho sempre pensato che in pendii in terreni nelle zone adiacenti alle pareti di scavo si avessero delle variazioni negative o diminuzioni di u a causa dello scarico tensionale dovuto allo sbancamento; queste dimunzioni provocano richiamo d'acqua verso le pareti con rigonfiamenti rammollimenti ecc.; per questo la condizione più critica dovrebbe essere al termine del processo di filtrazione e quindi in condizioni drenate, almeno ho sempre visto così sui testi.

Per M-d-l

Eccoti accontentato con un pò di foto...
In effetti quando ho eseguito il sopralluogo sono rimasto un pò colpito dalla pendenza e dal fatto che il pendio non presentasse segni di instabilità (vedi nessuna lesione alla casa di circa 80 anni). I terreni in superficie sono asciutti; l'opera è stata eseguita più per scrupolo da parte del proprietario che per proplemi pregressi di smottamenti.
L'opera comprende anche un sistema di regimazione delle acque
Se dovessi giudicare dall'inclinazione del pendio ovviamente dovrei ipotizzare un elevato angolo di attrito associato ad un'altrettanta elevata coesione...ma provarlo è un'altra cosa

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