Ringrazio Michele Conti per i links (quelli di questo post e tutti gli altri che costantemente condivide).

Ho trovato interessante l’argomento bimrock (block in matrix rock) e ho scaricato questa tesi molto recente:

Coli, Niccolò (2010) Metodi avanzati di indagine di ammassi rocciosi a blocchi in matrice (bimrock).

Altre informazioni e lavori specifici si trovano nel sito di Edmund Medley, che ha coniato il termine “bimrock”:

http://bimrocks.com/bimsite/papersarticles/

La tesi contiene una panoramica sul campo di ricerca ed è quindi utile per capire più in dettaglio di cosa si tratta. Esamina anche le correlazione tra i parametri di resistenza ricavati da prove di taglio in situ non standard (BimTest) e il contenuto volumetrico dei blocchi (VBC).

In merito all’argomento del thread, credo sia interessante la descrizione delle proprietà in base alle quali un ammasso formato da blocchi in matrice può essere classificato come bimrock [paragrafo 2.3 della tesi].
E’ fondamentale definire la soglia dimensionale blocchi/matrice rispetto alla scala del problema ingegneristico, quantificata empiricamente del parametro dimensione caratteristica (Lc). Stabilito il valore di Lc, si assume che la soglia blocchi/matrice sia pari al 5% di Lc.
Ad esempio, nell’analisi di stabilità di un pendio in frana, la dimensione significativa che rappresenta Lc può essere la profondità media della superficie di scivolamento. Posto che Lc sia uguale a 10 metri, la soglia matrice/blocchi sarebbe di 0.5 metri, vale a dire che sono considerati blocchi gli elementi con diametro massimo maggiore di 50 cm e matrice tutti gli altri.
L’ammasso si comporta coma una bimrock se la percentuale volumetrica dei blocchi (VBC) è compresa tra il 25% e il 75%. In questo caso la resistenza dell’ammasso può essere valutata sfruttando la proprietà d’invarianza scalare della distribuzione delle dimensioni dei blocchi. In pratica si analizza la correlazione tra i parametri di resistenza ricavati da prove geotecniche (standard o non standard) e il VBC dei campioni sottoposti a test (con Lc pari a una dimensione del campione).

La correlazione viene poi applicata misurando in sito il VBC dell’ammasso alla scala Lc del problema ingegneristico che si sta affrontando.

Certo non è un metodo sbrigativo! Credo che si possa applicare solo in progetti di una certa importanza, posto che ne valga la pena in rapporto all’estensione della bimrock.

Per percentuali inferiori al 25% l’ammasso ha lo stesso comportamento meccanico della matrice. Per valori di VCB maggiori del 75%, l’ammasso si comporta come una roccia molto fratturata.

Nel caso della scarpata di killermazz si può supporre che la dimensione caratteristica Lc sia di 5 metri, e che quindi la soglia blocchi/matrice si possa porre a 0.25 metri. Quindi, se il volume complessivo dei blocchi con dimensione superiore a 25 cm è compreso tra il 25% e il 75%, l’ammasso si comporterà come una bimrock.

D'altra parte, ammesso che il deposito non sia una bimrock, dalle foto sembra che comunque la frazione ghiaiosa sia abbondante, perciò si può supporre che dia ugualmente un contributo significativo alla resistenza dell’ammasso, come spiegato in quest’altro lavoro:

Effect of Gravel Content on the Shear Behavior of Sandy Soils

In conclusione, ai fini del calcolo della spinta attiva, in sito stimerei l’abbondanza della frazione ghiaiosa e se risultasse maggiore del 50% tratterei il terreno come puramente attritivo con un phi’ almeno il doppio di quello della matrice.


How many years can a mountain exist/
before it is washed to the sea?