Ciao, confermo che lo sbancamento è stato eseguito in funzione della costruzione del muro; al retro è stato realizzato un sistema di drenaggio delle acque. Prima dello sbancamento il pendio era sostanzialmente boscato con piccole piante e arbusti e non aveva mai dato segni di movimento. L'opera è stata realizzata a puro scopo precauzionale, anche se la prima volta che ho visto la pendenza scarpata a retro sono rimasto un pò perplesso. In caso di forti piogge non misentirei tanto tranquillo. Come capita spesso il progettista del muro mi ha chiesto i parametri per il calcolo della spinta attiva dopo che il muro era già costruito....
Ciao a tutti, riprendo questo argomento perchè sono ancora alle prese con materiale complessi di frana quiescente.
Mi trovo sempre nel paese montano dell'altra volta, nel medesimo corpo di frana quiescente complessa. L'intero paese è da secoli (età longobarda) fondato su questo dissesto che vede la fase parossistica risalire ai cambiamenti climatici di fine Pleistocene. Non ci sono tracce di movimenti recenti ne documentati ne sugli edifici. Per il cambio di destinazione urbanisitca devo valutare la compatibilità idrogeologica del versante con il cambio di destinazione. Ho eseguito sondaggi con scavatore che hanno messo in luce il solito ammasso complesso con clasti di roccia flishoide immerso in matrice limo argillosa asciutta. La percentuale dei blocchi è elevata così come il range granulometrico degli stessi. Vicino all'area ho a disposizione due sondaggi a carotaggio continuo fino a 10 m che mettono in luce la stessa situazione. Nei fori sono state fatte prove spt con Nspt che varia da 14 fino a rifiuto. Credo che il valore di queste prove sia scarso in quanto è molto probabile che i valori a rifiuto siano legati all'incontro di blocchi mentre i bassi valori siano correlati all'avanzamento della punta nella matrice. Come al solito è difficile caratterizzare dal punto di vista geotecnico (cu-c'-phi) l'ammasso. Se è chiaro che la elevata frazione dei blocchi migliora i valori di resistenza è difficile quantificarne l'effetto. Ho eseguito anche tomografia sismica a rifrazione, masw e H/V. Esistono correlazioni efficaci tra Vs,Vp e parametri geotecnici da usare in queste condizioni in cui il profilo stratigrafico è ben delineato? Lo so che si entra in un campo minato ma in queste condizioni anche con una accurata campagna geognostica è difficile tirare fuori qualcosa. Volendo comunque elaborare le prove spt, trattando il deposito come ghiaie in matrice argillosa (chiara forzatura) avete qualche correlazione da consigliarmi (non ne ho trovate)? Voi come operereste? Grazie
Ho eseguito anche tomografia sismica a rifrazione, masw e H/V. Esistono correlazioni efficaci tra Vs,Vp e parametri geotecnici da usare in queste condizioni in cui il profilo stratigrafico è ben delineato?
NO per i parametri di rottura phi, c'0 SI per il modulo elastico dell'insieme matrice-blocchi
Se comunque hai i dati della matrice questo costituisce un lower bound= valore caratteristico valido per fondazioni relativamente piccole.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Volendo comunque elaborare le prove spt, trattando il deposito come ghiaie in matrice argillosa (chiara forzatura) avete qualche correlazione da consigliarmi (non ne ho trovate)? Voi come operereste? Grazie
Sinceramente, anche secondo me, le spt su tali terreni come hai giustamente paventato forniscono indicazioni scarsamente probanti quantitativamente, al limite ti possono fornire un'idea qualitativa dell'area nel complesso. Io eseguirei un bel rilievo dell'area con misure di strato, andamento della fratturazione ecc. e nel caso in cui le condizioni geomeccaniche forniscano dettagli rassicuranti, opterei per una parametrizzazione "lower bound" sulla frazione pelitica del flysch, eseguendo alcune prove di taglio sul materiale ricostituito con W=LL
però queste assunzioni per me sono troppo conservative, nel senso che se prevale la frazione fine sono giuste ma nell'altro troppo punitive. è come se ti trovassi nel caotico dove prevale una valutazione d'insieme dell'ammasso. quello che comanda è la eventuale presenza di acqua (non trovata). invece troveei interssante sapere che argille sono e che LL hanno
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Grazie a tutti, infatti finora ho sempre considerato la frazione pelitica della matrice e usato le sue caratteristiche come lower bound. Tuttavia a volte la frazione rocciosa di questo deposito di frana quiescente eguaglia o supera la frazione pelitica e si rischia di essere esageratamente cautelativi. Ho letto alcuni degli articoli sulle bimrock postati l'anno scorso ma non è comunque possibile quantificare l'effetto della frazione rocciosa sui parametri geomeccanici per eventuali calcoli della resistenza del terreno o della stabilità del pendio. L'alternativa potrebbe essere, come ho già detto, trattare il deposito come ghiaia in matrice argillosa elaborando le spt. Anche qui però i dati sono contrastanti (quando la punta incontra un grosso blocco va a rifiuto mentre quanto passa la matrice i valori di N sono superiori a 20) e inoltre non esistono correlazioni in letteratura (io non le ho mai trovate)tarate per ghiaie. Il problema è che in appennino le formazioni flyshoidi sono predominanti e i depositi di frana sono tutti di questo tipo e interessano la maggior parte dei versanti.