cari colleghi dopo quasi 200 posts sull'argomento circ. 349 credo sia venuto il momento di concretizzare qualcosa. Perchè non commissionare ad un pool di giuristi l'eventuale incostituzionalità della Legge 1086/1971 (che mette le premesse per la Circ. 349/1999) relativamente alle leggi comunitarie (non esistenti all'epoca della Legge) ? Molte delle nostre Leggi nazionali sono state infatti rettificate a seguito delle normative europee (vedi Legge Merloni). Chi siede sugli alti scranni della categoria potrebbe presentare un'interpellanza parlamentare sull'argomento in modo da poter definire le premesse per un'ulteriore Legge Comunitaria nazionale come la n.62 del 18 Aprile 2005 pubblicata sulla G.U. n. 96 del 27 Aprile 2005 S.O. n.76
Fermo restante la necessità di garantire certi standards di qualità,francamente credo sia doveroso non "discriminare" la possibilità di fornire servizi professionali (vedi prove e/o indagini di laboratorio)in base alle capacità finanziarie soprattutto se tali servizi sono riferiti a importi di lavori irrisori (esempio 1-2 prove di taglio per una relazione). La Comunità Europea ha sempre caldeggiato, a colpi di Direttive CE, il libero mercato e la non discriminazione cosi come recepito dall'Italia nella stessa Legge Comunitaria sopracitata che all'art. 2, comma 1, lettera h così recita:

"i decreti legislativi assicurano che sia garantita una effettiva parità di trattamento dei cittadini italiani rispetto a quelli degli altri Stati membri dell'Unione Europea, facendo in modo di assicurare il massimo livello di armonizzazione possibile tra le legislazioni interne dei vari Stati membri ed evitando l'insorgere di situazioni discriminatorie a danno dei cittadini italiani nel momento in cui gli stessi sono tenuti a rispettare, con particolare riferimento ai requisiti richiesti per l'esercizio di attività commerciali e professionali, una disciplina più restrittiva di quella applicata ai cittadini degli altri Stati membri".

Cominciamo a ragionare come categoria e non come singoli, proponendo soluzioni e non demonizzazioni. Chi siede sugli alti scranni della categoria ha l'obbligo di garantire la tutela dei nostri diritti ma va appoggiato con un'azione attiva e propositiva non distruttiva. Ripeto è un nostro diritto pretendere dai vari Ordini Regionale e da quello Nazionale un'azione concreta verso chi legifera ma non si possono avanzare pretese fregandosene al momento del varo di Leggi (troppo lontana nel tempo per molti la L. 1086/1971)o di Circolari (molto vicina nel tempo alla maggioranza come la circ. 349/1999)e ricordarsene dopo anni di attuazione.


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)