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#1062 11/05/2001 12:46
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Debora Offline OP
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Ciao a tutti.
Stamattina, mentre studiavo per prepararmi ad un concorso che probabilmente non si farà mai, ho avuto un’illuminazione.
Cito, dal testo che mi ha suscitato tanto interesse (A. Scaglioni, “Elementi di geologia agraria”, ed. Geo-Graph, 1991):
“Le emergenze geologiche, in senso lato, essendo disperse e fra loro distanti … e per di più nella maggior parte dei casi sconosciute al pubblico, richiedono iniziative che coinvolgano più aziende non in diretto rapporto fra loro. I referenti del geologo dovrebbero essere quindi le associazioni di categoria o gli Enti Pubblici (Enti Provinciali del Turismo, Comunità Montane, etc.).
La funzione del geologo sarà quindi quella di censire tutte le emergenze, anche quelle meno spettacolari, e illustrarle sotto tutti gli aspetti in modo comprensibile anche dalle persone di media cultura.
È un settore decisamente nuovo che apparentemente sembrerebbe potere appartenere più al geomorfologo che al geologo, ma in realtà richiede una cultura di tipo eclettico, che difficilmente si concilia con una forma mentis specialistica in quanto si hanno anche fenomeni geologici non eclatanti, pur tuttavia di elevato interesse didattico e scientifico…”.
Ecco, ho pensato, questo è il lavoro che ho sempre sognato (pur senza saperlo!): girare per il territorio, analizzare, rilevare, censire, fotografare, poi tornare a casa per studiare, approfondire, confrontare… ed infine sedersi davanti ad un computer per produrre il frutto di tanto lavoro: una guida, o qualsiasi altra cosa. Il tutto, ovviamente, avvalendosi anche della collaborazione degli specialisti di volta in volta più adeguati, confrontandosi umilmente con loro, evitando di diventare “tuttologi”. Questo darebbe anche la possibilità di dare al proprio lavoro quel risvolto sociale a cui ho da sempre aspirato, perché, come dice sempre il Doglioni nel libro di cui sopra, “le emergenze per la cui salvaguardia occorre intervenire e operare per farle amare dalle comunità che le ospitano sono i nidi di fossili ed i filoni cristallini, oggetto di un vergognoso saccheggio; sono le sorgenti a cui la tradizione popolare attribuisce proprietà terapeutiche, sommerse dagli insediamenti urbani ed industriali; sono gli antichi circhi glaciali appenninici riempiti con centri sciistici e le cui morene sono manomesse dalle cave; sono le cavità carsiche o paracarsiche riempite di pattume … Spirito di osservazione e amore per la propria terra sono sufficienti per apprezzare quello che da sempre si è avuto davanti agli occhi e non si è mai visto, per amare anche quella parte dell’ambiente che non palpita ma che è il substrato su cui si sviluppa la vita, ed infine per non calpestare più – invece di camminarvi sopra – quella terra che gli antichi ritenevano, forse non del tutto a torto, che ci fosse madre”. Sto sognando, vero? Vi prego, ditemelo, se pensate che mi stia illudendo. Per questo che ho pensato di rivolgermi a voi.
Sono una geologa umbra non abilitata, che attualmente lavora come geometra in un Ente Pubblico con un contratto di LSU (quindi, senza contratto!!!), e mi chiedo se tra voi ci sia qualcuno che abbia voglia di darmi informazioni, critiche, disillusioni, consigli, suggerimenti per tentare di avvicinarmi in qualche modo al mio sogno: a chi rivolgermi, oppure se tale strada è già stata percorsa ed esaurita…qualsiasi cosa, insomma. Pensavo anche che forse, con qualche altra persona agli inizi, come me, si potrebbe tentare la strada dell’autoimprenditorialità, ricorrendo alla famosa legge 12, per i contributi all’imprenditoria giovanile, o quelli all’imprenditoria femminile…o qualsiasi altra cosa!
Vi prego, fatevi sentire numerosi.
Scusatemi per la lunghezza, grazie e un saluto a tutti.
Debora

#1063 12/05/2001 08:01
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Ho letto con interesse la tua lettera e quello che mi è venuto subito a mente sono stati i miei 25 anni, quando, appena laureato sognavo anche ad occhi aperti. Non è certo questo un asptetto negativo, anzi... si parte infatti sempre dal sogno, dalle ideologie e da tante altre belle sensazioni che consentono comunque di partire, di dare inizio ad una attività in proprio, autonoma e libera. Considerato che oggi, purtroppo, ho 50 anni, lascia che ti dia un piccolo consiglio (ho visto comunque che già ti poni il problema per cui può darsi che sia anche superfluo); ho visto che fai addiritittura la distinzione tra geologo e geomorfologo o qualsiasi altra cosa, questo è lodevole, ma pensa agli ingegneri che, nonostante abbiano oltre 30 (dico trenta) indirizzi di laurea, hanno un solo ordine professionale (cosa assurda), solo per continuare ad avere in mano prestigio e potere.
Credo che un giovane oggi, considerando le esigenze e richieste del mercato, a partire dagli enti pubblici (pensa ad un piano regolatore) debba fare un grosso sforzo e associarsi ad altri professionisti (ingegneri, architetti, agronomi etc.), al fine di poter partecipare ad un progetto in modo completo. Solo così possono essere "gestiti" sia il lavoro che la clientela. Fatto questo, con il tempo, troverai tutti gli specialisti che vuoi. Non tralasciare le tecnologie informatiche che sono le uniche che oggi possono accelerare il processo che ho suggerito. Ciao

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Franco Pioli - Geoprogetti Informatica
#1064 12/05/2001 22:08
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La SIGEA si interessa, tra le altre cose, di studiare e censire i "geositi" o "geotopi".
Spero tu voglia allargare il numero di noi soci.
per saperne di più: WWW.sigea.org smile

#1065 09/06/2001 14:38
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ciao sono un giovane collega (mi sono laureato nel 98), ho letto del tuo "sogno" e voglio dirti solo una cosa:
non dar retta a chi vede solo e sempre tutto nero! Credici e lotta!!
si se puete!!! wink

#1066 09/06/2001 14:38
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ciao sono un giovane collega (mi sono laureato nel 98), ho letto del tuo "sogno" e voglio dirti solo una cosa:
non dar retta a chi vede solo e sempre tutto nero! Credici e lotta!!
si se puete!!! wink


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