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Non credo sia incredibile... ma in Italia è la normalità... purtroppo. Nessuno si vuole prendere la responsabilità di un massacro così devastante, e non per le vittime (che purtroppo rimangono sulla coscienza di molti Italiani) ma perchè sottolinea una situazione politica-sociale molto precaria... come è l'Italia...

Sono daccordo che la comunità scientifica non si relaziona con i cittadini ma con autorità preposte come la Protezione Civile, ma da quello che so non è andato neppure dalla protezione Civile stessa a chiedere se l'Abruzzo era pronto per un evento che sarebbe potuto accadere... Troppo impegnata ad ascoltare un "ciarlatano" e troppo impegnata a difendere i propri valori. Mi dispiace dire questo, ma credo che la commisiione scientifica era comunque accecata da Giuliani.

E' anche vero che l'Abruzzo non era pronto a sopportare un evento come questo. I piani di sicurezza ci sono? sono attuabili? sono mai stati verificati? le esercitazioni vengono fatte?

Dal punto di vista ingegneristico e strutturale anche gli edifici non erano in grado di sopportare un'accelerazione di picco come quella del sismoa del 2009... sappiamo bene come ha rdotto le abitazioni, addirittura quelle più recenti che non dovevano subire troppi danni (uso consapevolmente il termine troppi danni e non nessun danno).

Credo che ci siano diversi fattori in gioco...
Quello che a me non piace è che la giustizia si ata concentrando solo sulla commissione scientifica e questo non lo trovo giusto. Ci sono altri protagonisti di questa brutta vicenda. Spero che con il tempo possano saltare fuori tutte le magagne del caso.


Paolo
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da quello che so non è andato neppure dalla protezione Civile stessa a chiedere se l'Abruzzo era pronto per un evento che sarebbe potuto accadere... Troppo impegnata ad ascoltare un "ciarlatano" e troppo impegnata a difendere i propri valori. Mi dispiace dire questo, ma credo che la commisiione scientifica era comunque accecata da Giuliani.


Scusa ma proprio non capisco ciò che hai scritto.
Chi è che non è andato? Quali valori? La comunità scientifica difende i propri valori? E quali sono?
C'era un problema di ordine pubblico generato in gran parte da Giuliani e questo è vero, ma la comunità scientifica presente alla Commissione ha affermato ciò che sempre aveva affermato e cioè che la zona è altamente pericolosa, che bisognava valutare con attenzione la vulnerabilità degli edifici, che anche se un evento come quello del 1703 (magnitudo 6.9) era improbabile non lo si poteva escludere completamente, invece quello che hanno voluto interpretare coloro che erano preposti alle azioni di protezione civile come gli stessi politici presenti erano rassicurazioni (le stesse comunicate da alcuni ai media), in quanto, di tutto ciò che si sarebbe dovuto fare per la prevenzione come per la gestione di una emergenza non era stato fatto un bel fico secco....e su questo aspetto nessuna inchiesta giornalistica, nessuna indagine, nessun avviso di garanzia, nessun processo....non è un tantino strana questa cosa?

Ultima modifica di Alex-64; 16/10/2011 12:52.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Questo è un passo che mi mancava...

Quindi c'è stato il passo della commisione scientifica che ha detto:
"Guardate bene signori mie che i terremoti non possono essere previsti, ma visti gli ultimi scossoni e la sequenaza sismica attiva, dobbiamo aspettarci il peggio. Quindi la Scienza vi chiede se i Comuni sono preparati a una evventuale scossa molto forte: Cari sindaci avete le strutture in ordine? sono resistenti? sono state costruite secondo le norme? avete un piano di sicurezza? sapete dove mettere gli eventuali sfollati?"

Questo passo la Scienza lo ha fatto oppure era più preoccupata a dire che i terremoti non si potevano prevedere?

Quello che tu affermi nelle righe finali è sconvolgente: In Abruzzo non c'è un Piano di sicurezza??? Non è mai stato fatto nulla per la prevenzione?
Questo vuole dire che chi ha progettato e realizzato le opere edili non ha tenuto conto delle normative e che l'amministrazione non ha saputo vegliare su evventuali trasgressioni. In altri termini con le leggi asistenti, l'amministrazione se nè fregata?

Il sindaco de L'Aquila (per fare un esempio) perchè non si è dimesso? forse ora lo ha fatto ma non sono a conoscenza...


Paolo
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Ecco un sito che segue la vicenda:
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/proce...anze/38183-302/
Balocchi ancora non capisco ciò che affermi, perché avrebbero dovuto dire dobbiamo aspettarci il peggio? Gli scienziati mica vanno a sentimento...ad intuito..a sensazioni...a paura.
Le domande dei politici, degli amministratori, dei cittadini e dei media in genere erano sulla previsione, perciò Boschi ha affermato l'improbabilità di un evento distruttivo come quello del 1703 a breve, anche se non si poteva escludere completamente. E' una affermazione fatta su base statistica, l'unico strumento scientifico che potesse dare delle probabilità, gli scienziati, come detto, non vanno e non devono andare a sentimento o a sensazioni.
Il richiamo alle condizioni degli edifici riportate nel verbale e già un qualcosa che va oltre le loro competenze in quanto non hanno e non possono avere idea di quello che è lo stato dell'arte, in materia di prevenzione, operato dalle amministrazioni e dalla protezione civile locale. Non possono sapere la condizione di vulnerabilità degli edifici presenti o le possibili amplificazioni del terreno. Come saprai bene in Emilia Romagna a corredo di un Piano Operativo Comunale c'è bisogno di uno studio di microzonazione sismica e questo chi lo ha deciso lo Stato? La comunità scientifica? l'INGV? Possono deciderlo loro? Oppure è un compito della Regione e degli Enti Locali? Il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile da alcuni anni ha dato le linee guida alle Regioni per gli studi di microzonazione sismica, ma quali Regioni le hanno recepite? Quelle a più rischio sismico?
Inoltre si chiamano piani di emergenza e non di sicurezza, perchè un piano non mette in sicurezza un bel niente.
Questi piani sono a seconda dell'estensione e dell'intensità dell'evento: nazionali e spettano al Dipartimento, provinciali e spettano alle Province, comunali e spettano ai Comuni, ma anche le Comunità Montane come le Unioni dei Comuni dovrebbero redigere piani di emergenza.
Il piano di emergenza non è un documento che una volta fatto si tiene nel cassetto, ma è una serie di attività che vanno dalla previsione (in caso di fenomeni prevedibili) alla fase di emergenza e superamento di questa. Le attività previste poi vanno verificate con esercitazioni.
La legge dice chi deve redigere il piano ma non stabilisce nulla per chi non lo fa (la legge è del 1998).
Per i terremoti a mio avviso servono piani di emergenza nazionali, dato che un terremoto in genere interessa più Comuni e più Province, i quali dovrebbero recepire quelli provinciali come quelli comunali, in quanto il territorio è conosciuto meglio dagli Enti Locali che non a caso sono Enti Territoriali.
Una volta era diverso, lo Stato con i Geni Civili dislocati a livello provinciale, era presente sul territorio.
Se gli Enti Locali non fanno tali piani lo Stato, attraverso il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, difficilmente riuscirà a fare piani nazionali, poiché gran parte delle risorse le riversa non per gli studi ma per il soccorso e superamento delle emergenze.
E' questa, a mio modesto parere, una grandissima anomalia.
Che senso ha far partire le colonne mobili in tutta Italia da Roma?
A l'Aquila alle 6 di mattina del 6 aprile 2009 si sono tutti trovati al casello dell'Aquila Ovest. Chi doveva prevedere l'alternativa per evitare che ciò accadesse? Gli Enti Locali, la Regione o il Dipartimento?
Io la soluzione la vedo così: il Dipartimento finanzia le Province (fin quando ci saranno) e i Comuni più a rischio sismico ed idrogeologico, per la redazione di piani di emergenza e costruzione di sale operative, previa rendicontazione della spesa, prendendo risorse dalle attività che nulla hanno a che fare con la protezione civile...come la gestione dei grandi eventi...riducendo anche l'enorme e costosa struttura che ha a livello centrale.
Nella regione Abruzzo la Provincia a più rischio sismico qual'è? E' una delle Province a più rischio simico d'Italia insieme a Reggio Calabria e Messina.
Questa Provincia come era messa con le attività di prevenzione nelle scuole (attività di competenza provinciale), nella pianificazione di emergenza (attività di competenza provinciale) e nelle attività di prevenzione dei rischi naturali (attività di competenza provinciale). Gli Uffici preposti al deposito delle pratiche sismiche (attività di competenza provinciale) com'erano composti? il personale era sufficiente?
Eppure l'allora Presidente della Provincia dopo il terremoto è andato in giro per l'Italia insieme a Travaglio a parlar male della Commissione Grandi Rischi e dello Stato.

Ultima modifica di Alex-64; 16/10/2011 22:21.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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ho visto il sito web
parole tante, chiacchere da bar, fatti scientifici nessuno, indagini come se indagassero su un furto......ma siamo in italia europa o nel paese dei balocchi???


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Interessanti le considerazioni della Guzzanti...ma queste sono sufficienti a rinviare a giudizio l'intera commissione?
http://www.abruzzoweb.it/contenuti/grand...ioni/37191-302/


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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questa l'avevo già sentita, ma cosa traspare? il solito falso in atto pubblico (tipo ci pariamo...) i tempi stretti dettati dalla politica, e diciamo anche l'inadeguatezza di tutti, ma tutti non solo la commissione, ma da qui a dare a loro la colpa e vedere quanta gente è piena ancora d'odio perchè deve dare un volto al proprio dolore......che tristezza...


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Io credo che l'Abruzzo e la sua amministrazione non era pronto con un piano di emergenza.
Credo anche che la maggior responsabilità sia di chi ha il potere di governare in locale: Sindaci, provincia, regione, stato.
Ma lo stato le leggi le ha fatte, ne normative per le costruzioni in sicurezza sono state fatte.

Io non conosco le esatte parole della commissione scientifica, ma forse sono state poco efficaci nel avvertire chi di dovere che dovevano le amministrazioni controllassero gli edifici e il loro piano di emergenza. Non doveva essere la commissione a verificare, come non doveva essere la commissione e sapere lo stato degli edifici. CAVOLO si saranno bene seduti a un tavolino e avranno pure parlato tra i diversi organi... La scienza in questo doveva mettere mettere la pulce nell'orecchio alle amministrazioni chiedendo a loro se erano pronti...
Secondo me le amministrazioni non erano pronti per nulla... ma non perchè rassicurate dalla commissione scientifica, perchè i piani di emergenza non c'erano oppure chissa come erano stati fatti, tanto è vero che i campi per gli sfollati sono stati affidati ad altre regioni (la gestione). Forse i Sindaci erano riuniti nei COM???

Ultima modifica di balocchi; 17/10/2011 10:25.

Paolo
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in questo processo manca sicuramente la parte rivolta alle amministrazioni pubbliche e agli ingegneri che hanno realizzato le opere... non so il motivo, forse sarà il passo sucessivo?!?!


Paolo
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penso che stiano già facendo processi alle imprese ed agli ing. ma come solito tra eccezioni rinvii leggi fumose carenze culturali e tecniche varie finirà a tarallucci e vino magari in appelloo tra 10-15 anni in cassazione (vedi disgrazie varie )


michele conti
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