Originariamente inviato da: michelec
hai ragione in senso di rigore scentifico gelogico deposizionale. Ma si tratta in genere di depositi al piede formati in sito per alterazione, rimaneggiati, reincisi ritasportati e ancora sottoposti a alterazione. In genere lo si adotta per le più svariate situazioni, sarebbero da chiamere coperture di alterazione e dipendono sia dal clima che dalle roccia medre, è una generalizzazione adottata (concettualmente non sempre corretta, di tipo statico) adottata per comodità di classificazione


OK, 'Coperture di alterazione', o 'coltri di alterazione' è un termine che si adatta perfettamente ai tipi di coltri di cui generalmente si parla.

Ma, nel momento in cui la coltre è etichettata come 'eluvio-colluviale', questo comporta la presenza di una situazione complessa di colluvium (deposito gravitativo al piede di versante) alterato e poi ridepositato e rialterato che descrivi tu, con fasi sedimentologiche e neotettoniche delle quali dovrebbe esserci qualche prova.

Nella cartografia del dissesto della reg. ER la definizione dell'unità non mi sembra che sia così rigorosa, ignorando del tutto il corretto significato etimologico di eluvium e colluvium.

Mi sono accorto che si parla di coltri eluvio-colluviali anche nella cartografia CARG, ma adesso non posso quotare le definizioni perchè non riesco a scaricare i documenti.

La bocciatura di massa incombe.

Tra parentesi, devo lodare il lavoro dell'amministratore del forum Egidio Grasso, se digitate coltri eluvio-colluviali su google, al primissimo posto appare questo thread.

Essendo questa una discussione, tuttavia, sarebbe opportuno acquisire il parere di colleghi che hanno usato il termine e lo usano tuttora, per capire quali sono le motivazioni oltre a quelle citate da Michele, e se ci sia una giustificazioen valida e rigorosa.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)