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Sul termine di coltri eluvio-colluviali c'è una certa confusione.

Sappiamo tutti che eluvium è la coltre di alterazione soggetta eventualmente ad un minimo trasporto o anche lisciviazione, anche detta alterite.

Sappiamo anche tutti che colluvium è la coltre formata ai piedi di versanti +- acclivi a causa del trasporto gravitativo, mentre l'alluvium è il terreno depositato in seguito a trasporto in presenza di acqua.

La definizione di eluvio-colluviale pertanto non avrebbe senso, dovendo essere a rigore riferita ad alteriti di un paleocolluvium ubicato esclusivamente ai piedi di versanti.

Qualcuno allora riesce a spiegarmi perchè alcuni autorevoli enti come la Regione Emilia Romagna e la Protezione Civile assieme ad alcune università hanno ufficializzato il termine "Coltri eluvio-colluviali" in alcune delle loro cartografie?

Sono in cerca di spiegazioni plausibili, altrimenti il prof. Mccoy è costretto a bocciare con zero spaccato la Reg. ER, la PC, alcune delle università che hanno collaborato alla MS dell'Aquila e tutti i colleghi che utilizzano questo termine, facendo loro ripetere l'anno.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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hai ragione in senso di rigore scentifico gelogico deposizionale. Ma si tratta in genere di depositi al piede formati in sito per alterazione, rimaneggiati, reincisi ritasportati e ancora sottoposti a alterazione. In genere lo si adotta per le più svariate situazioni, sarebbero da chiamere coperture di alterazione e dipendono sia dal clima che dalle roccia medre, è una generalizzazione adottata (concettualmente non sempre corretta, di tipo statico) adottata per comodità di classificazione

Ultima modifica di michelec; 24/10/2011 06:41.

michele conti
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C'è anche un'altra inesattezza nella cartografia di pianura definita litologia di superficie trattandosi invece realmente di granulometria dei suoli.

Se si tratasse realmente di litologia dovrebbero essere indicati i minerali costituenti le argille , le sabbie e i limi .

Mi risulta che chi usò per primo questo termine fu un toscano.

Che qualche Padre toscano della lingua italiana si rigiri nella tomba ?!?!?.



Ultima modifica di Antonio Scaglioni; 24/10/2011 08:07.
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Originariamente inviato da: michelec
hai ragione in senso di rigore scentifico gelogico deposizionale. Ma si tratta in genere di depositi al piede formati in sito per alterazione, rimaneggiati, reincisi ritasportati e ancora sottoposti a alterazione. In genere lo si adotta per le più svariate situazioni, sarebbero da chiamere coperture di alterazione e dipendono sia dal clima che dalle roccia medre, è una generalizzazione adottata (concettualmente non sempre corretta, di tipo statico) adottata per comodità di classificazione


OK, 'Coperture di alterazione', o 'coltri di alterazione' è un termine che si adatta perfettamente ai tipi di coltri di cui generalmente si parla.

Ma, nel momento in cui la coltre è etichettata come 'eluvio-colluviale', questo comporta la presenza di una situazione complessa di colluvium (deposito gravitativo al piede di versante) alterato e poi ridepositato e rialterato che descrivi tu, con fasi sedimentologiche e neotettoniche delle quali dovrebbe esserci qualche prova.

Nella cartografia del dissesto della reg. ER la definizione dell'unità non mi sembra che sia così rigorosa, ignorando del tutto il corretto significato etimologico di eluvium e colluvium.

Mi sono accorto che si parla di coltri eluvio-colluviali anche nella cartografia CARG, ma adesso non posso quotare le definizioni perchè non riesco a scaricare i documenti.

La bocciatura di massa incombe.

Tra parentesi, devo lodare il lavoro dell'amministratore del forum Egidio Grasso, se digitate coltri eluvio-colluviali su google, al primissimo posto appare questo thread.

Essendo questa una discussione, tuttavia, sarebbe opportuno acquisire il parere di colleghi che hanno usato il termine e lo usano tuttora, per capire quali sono le motivazioni oltre a quelle citate da Michele, e se ci sia una giustificazioen valida e rigorosa.


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Originariamente inviato da: Antonio Scaglioni
C'è anche un'altra inesattezza nella cartografia di pianura definita litologia di superficie trattandosi invece realmente di granulometria dei suoli. Se si tratasse realmente di litologia dovrebbero essere indicati i minerali costituenti le argille , le sabbie e i limi .Mi risulta che chi usò per primo questo termine fu un toscano. Che qualche Padre toscano della lingua italiana si rigiri nella tomba ?!?!?.


Il collega toscano viene ufficialmente bocciato con l'aggravante (in quanto conterraneo del sommo poeta), come dici tu litologia di superficie in questo senso è un sinonimo di 'petrografia di superficie' e dovrebbe indicare il tipo mineralogico dei depositi di superficie.

A questo punto devo essere autocritico perchè a volte uso il termine 'litotipi' in maniera generica, ma in effetti usando questo sostantivo si fa implicito riferimento alla composizione litologica, che non sempre è del tutto pertinente all'argomento della descrizione.

Sedimenti, terreni, depositi, sono i termini giusti.


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l'argomento è complesso, diventa molt complesso quando la definizione viene usata in senso applicativo
molte volte ho visto usare definizioni tipo depositi di versante, di versante alterati, coperture generico o depositi recenti indifferenziati. ma ad esempio se mi trovo in zone di calcare puro il colluvium è la terra rossa CH, se in zona con roccia madre marnosa altro, se calcari e calcari dolomitici altro ancora. volendo approfondire si va nel campo della scienza dei suoli e delle nuove classificazioni che spesso vengono adottate in cartografia


michele conti
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allora il termine collvium eluvium etc che ha un significato deposizionale andrebbe ulteriormente affinato descrivendo la genesi del processo di alterazione (orizzonte, petrosità contenuto in fini ph etc) sconfinando come prima detto nella pedologia che distingue poi al suo interno una miriade di tipologie allosuoli vertisuoli etc....


michele conti
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Originariamente inviato da: michelec
allora il termine collvium eluvium etc che ha un significato deposizionale andrebbe ulteriormente affinato descrivendo la genesi del processo di alterazione (orizzonte, petrosità contenuto in fini ph etc) sconfinando come prima detto nella pedologia che distingue poi al suo interno una miriade di tipologie allosuoli vertisuoli etc....


Beh, non necessariamente. Certamente sì se si utilizza il termine 'coltri eluvio-colluviali', perchè sorge il lecito dubbio: come facciamo a sapere che si tratta di eluvium e colluvium e non di uno solo di tali depositi? Inoltre, cosa si intende con quel trattino, un AND logico, un OR logico o cosa?

Mentre il termine generico 'Coltri di alterazione' o 'alteriti' si adatta a quasi tutta la gamma dei depositi superficiali, tranne il colluvium che comporta una erosione, un trasporto gravitativo e una deposizione, che però esso stesso può essere alterato. Per non tacere dell'alluvium che è terreno trasportato dalle piogge incanalate e non e che si deposita ai piedi del versante, perchè questo non è citato? E' tutto trasporto gravitativo o colluvium?? nei sedimenti teneri spesso è il contrario.

Insomma, la nostra è una materia scientifica, personalmente trasalisco quando coloro che dovrebbero essere rigorosi nell'utilizzo delle definizioni le stravolgono senza alcun criterio.

Finora continuano tutti ad essere bocciati, non seguiamo il loro esempio!!


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Essendo questa una discussione, tuttavia, sarebbe opportuno acquisire il parere di colleghi che hanno usato il termine e lo usano tuttora, per capire quali sono le motivazioni oltre a quelle citate da Michele, e se ci sia una giustificazioen valida e rigorosa.


Personalmente utilizzo la dizione “eluvio-colluviale” quando devo indicare le coperture miste formate da una coltre eluviale ricoperta da depositi colluviali.


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Personalmente utilizzo la dizione “eluvio-colluviale” quando devo indicare le coperture miste formate da una coltre eluviale ricoperta da depositi colluviali.


Mdl, il tuo utilizzo appare del tutto corretto. Incollo invece la definizione del glossario della cartografia del dissesto regione ER:

Quote:
Deposito eluvio-colluviale – a4
Coltre di materiale detritico, generalmente fine (frammenti di roccia, sabbie, limi e peliti) prodotto da
alterazione "in situ" o selezionato dall'azione mista delle acque di ruscellamento e della gravità
(subordinata), con a luoghi clasti a spigoli vivi o leggermente arrotondati.


Notiamo che la definizione comprende eluvium, colluvium e alluvium e che il trattino indica un OR logico ma allora la definizione copleta dovrebbe essere: "coltre eluvio-alluvio-colluviale" ad indicare le 3 possibili modalità di alterazione con eventuale trasporto (è citato il caso del ruscellamento: alluvium). Sarebbe stato più preciso e scientifico scrivere: depositi eluviali o colluviali o alluviali o misti.


Bocciatura e ripetizione dell'anno


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