Purtroppo pare proprio di si. Condivido in pieno il discorso che anzicché decentrare per un controllo più capillare, si accentra.

Arriverà il giorno che noi GEOLOGI saremo valorizzati..... il tempo è un galante uomo

Tratto da
http://www.adb.basilicata.it/adb/news/news.asp

articolo del 26/1/2006


Riunione a Roma delle Autorità di Bacino

L'Autorità di Bacino della Basilicata e quella della Puglia hanno convocato a Roma il 25 gennaio scorso un incontro con tutte le Autorità di Bacino operanti in Italia ed i rappresentanti della Conferenza delle Regioni per discutere il nuovo testo dello schema di decreto "Norme in materia ambientale", predisposto dal Ministero dell'Ambiente ed approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 gennaio scorso. Lo schema di decreto legislativo, giunto ormai alla conclusione dell'iter approvativo, ha provocato una serie infinita di giudizi negativi espressi da Regioni, Autonomie Locali, Associazioni ambientaliste, oltre che da sindacati e gran parte del mondo economico. Le Commissioni Parlamentari della Camera e del Senato, pur dando parere positivo, hanno avanzato circa 100 osservazioni e proposte di modifica all'intero impianto normativo. Il decreto riforma l'intera normativa ambientale in materia di difesa del suolo, tutela e gestione delle risorse idriche, tutela dell'aria, gestione dei rifiuti e bonifica siti inquinati, ecc.A tal proposito, il presidente della Regione Vito De Filippo fa notare come il testo legislativo sia stato realizzato senza il coinvolgimento delle Regioni, delle Province ed Enti locali, nonostante il decreto introduca modifiche alla attuale ripartizione di competenze tra gli stessi. Inoltre l'istituzione dei Distretti Idrografici, operanti su territori immensi (la Basilicata rientrerebbe nel distretto dell'Appennino Meridionale con tutte le regioni del sud), avverrà con la contestuale soppressione delle attuali Autorità di Bacino che fino ad oggi, attraverso la pianificazione e programmazione in materia di difesa del suolo e risorse idriche, hanno supportato efficacemente le Regioni per l'attuazione di politiche di salvaguardia delle popolazioni rispetto al rischio idogeologico ed idraulico. Infine De Filippo non esclude, nel caso il decreto fosse emanato, che le Regioni possano ricorrere alla Corte Costituzionale, denunciando le violazioni di potestà, gli aspetti di incostituzionalità e illegittimità, oltre alle innumerevoli inosservanze delle direttive comunitarie nelle materie trattate.