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Liuk Offline OP
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Buongiorno,
dopo la nota alluvione ligure ho avuto modo di rapportarmi con enti vari ed altri professionisti (geologi e non), e da tutte le discussioni noto che una sola cosa è certa: la non univocità del pensiero se dragare o meno i fiumi a scopo preventivo contro le alluvioni.
Conoscete studi o articoli specifici riguardanti tali argomenti?
le vostre opinioni quali sono?
Liuk

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ogni situazione va vista e studiata nella sua unicità; gli effetti studiati e previsti (ad esempio il sollevamento del fondo fino a portare l'alveo a essere sospeso non è cosa buona ma non la si può risolvere con l'escavazione selvaggia); allo stesso modo la proibizione estesa all'esacavazione come pure il permetterla porta a effetti anche disastrosi. esiste la modellazione del trasporto solido, quella delle zone dove sia ha escavazione e quelle dove si ha deposito e/o equilibrio lo studio esteso a livello di bacino e sotto bacino dovrebbe chiarire le tendenze evolutive del corso d'acqua e le "migliori paratiche" per la sua gestione


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Il problema è sempre quello:
PREVENIRE !!!
Sull'escavazione dei fiumi: la cosa è giusta se supportata da progetto serio e gli enti di controllo vigilano.
Il problema che entrambe le cose sono utopia.
Chi deve scavare esagera sempre (per questioni monetarie), chi deve vigilare non lo fa mai (e quindi, a prescindere, vieta ogni tipo di escavazione, per evitare responsabilità).
Risultato: Far West !!!! La legge del più forte, più furbo, più mafioso !!
E non vado oltre, altrimenti mi arrestano per turpiloquio in pubblico !! mad

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Dato che un bacino idrografico è come una struttura iperstatica dove se agisci in determinato punto i riflessi riguardano un'area più vasta sia a monte che a valle, la base su cui ogni intervento in alveo venga fatto è che questo non possa risultare addirittura peggiorativo nel tempo.
Per fare questo il corso d'acqua va prima studiato e monitorato (cosa che accade raramente o mai), poi si individua il suo profilo di equilibrio naturale e lo si confronta con il profilo che ha, infine si stabiliscono una serie di interventi al fine di raggiungere tramite il profilo di compensazione le condizioni di equilibrio.
Togliere materiale alluvionale dal fondo alveo nelle zone di sovralluvionamento è pericoloso in quanto se si arriva (e spesso ciò accade) al substrato si possono innescare processi di erosione (soprattutto in substrati argillosi) difficilmente controllabili nel tempo. Praticamente si avvia un processo irreversibile.
Negli interventi di sistemazione idraulica non si dovrebbe mai toccare il thalweg del corso d'acqua o se lo si fa va fatto dopo aver calcolato sia il profilo di equilibrio che di compensazione.
In rete di articoli ne potrai trovare molti...


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Liuk Offline OP
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Concordo con i post precedenti, ovviamente prima di dragare a caso o fare qualsiasi opera è necessario conoscere la dinamica fluviale, le portate etc etc etc...siamo in italia e quindi è semi-utopico che questo accada.
Se ci fosse uno studio serio su un corso d'acqua, che a titolo precauzionale facesse fare dragaggi e/o escavazioni controllate in determinate aree di accumulo potenzialmente pericolose la cosa potrebbe funzionare.

Altro nodo cruciale è il trasporto solido che è stato determinante anche in liguria, con tonnellate di tronchi trasportati che hanno intasato le luci dei ponti fino a farli crollare in alcuni casi; spesso non vengono rimossi poichè l'ala ambientalista della politica italiana si è sempre schierata contro a simili interventi, a volte a ragione (se fatti indiscriminatamente da privati) a volte a torto (vedi prevenzione da parte di enti e comuni). Anche dalle mie parti ci sono stati piccoli fenomeni alluvionali, spesso causati dalla non manutenzione dei rami fluviali, un sindaco è stato appunto denunciato proprio perchè in previsione dell'inverno ha fatto pulire dagli alberi (senza toccare materiale alluvionale) il corso del fiume. Si passa da un estremo all'altro, peccato, che per questi litigi tra enti, polici vari, tecnici, alla fine ci rimette chi nelle aree potenzialmente pericolose ci vive. E ciò, permettemelo, è inaccettabile.

Ultima modifica di Liuk; 30/10/2011 21:56.
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Quote:
bacino idrografico è come una struttura iperstatica dove se agisci in determinato punto i riflessi riguardano un'area più vasta sia a monte che a valle

questo è un concetto fondamentale "linea guida" che dovrebbe sovrintendere ad ogni traformazione del territorio (vedi cartaccia VAS che ormai è una pura procedura burocratica, e altra cartaccia VIA che è stata svilita quandi ci si è accorti dei costi e delle esclusioni che sottintendeva), anche la semplice apertura di una strada di montagna, nuova edificazione, taglio alberi etc.


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Non si può dare una risposta univoca. Occorre giudicare caso per caso.
Ogni torrente ha le sue caratteristiche e queste cambiano anche a seconda del tratto considerato.
Vi sono torrenti di scavo e torrenti di deposito e gli interventi sono diversi nei due casi.
La cosa migliore è determinarsi il profilo del torrente e capire come aiutarlo a raggiungere il suo profilo di equilibrio, un intervento se non si sa in che direzione andare può peggiorare le cose invece di risolverle.
Posso consigliarvi un buon testo che è la sistemazione dei bacini idrografici di Vito Ferro in cui l'argomento è trattato molto bene e in modo chiaro.
Per il resto certe volte non avete la sensazione che si viene da noi con lo stesso atteggiamento di chi va da un medico per farsi scrivere un farmaco e si infastidisce se tu gli dici che più che di un farmaco ha bisogno di mettersi a dieta? :-)


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