Solo per precisare che quanto deciso in questi giorni dal governo e criticato (tardivamente) da Graziano era già stato previsto e scritto alla lettera d) del comma 5 dell'art.3 come di seguito riportato:
"d) il compenso spettante al professionista e' pattuito per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale prendendo come riferimento le tariffe professionali. E' ammessa la pattuizione dei compensi anche in deroga alle tariffe. Il professionista e' tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessita' dell'incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell'incarico. In caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente e' un ente pubblico, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione professionale e' resa nell'interesse dei terzi si applicano le tariffe professionali stabilite con decreto dal Ministro della Giustizia;"
Che poi le dichiarazioni di Graziano siano molto o poco efficaci o funzionali alla difesa del titolo della professione di geologo, questo lo vedremo in base ai risultati che si otterranno.
Forse un aiuto, come al solito avviene in Italia, lo avremo purtroppo proprio dalle catastrofi che si stanno verificando in questi giorni.
Quindi cavalcare sempre di più e meglio l'ondata mediatica di questi giorni (e qui concordo anche con Iachetta) non è sciacallaggio, ma un tentativo di far entrare dalla finestra il concetto di prevenzione che non riesce proprio ad entrare dalla porta principale del discorso della gestione del territorio e del paesaggio italiano.