Ma in che modo la Coldir fa il pacchetto? se esiste un modulo o qualcosa di cartaceo forse l'ordine potrebbe fare una diffida...
Comunque per quelle offerte i non-geologi che accettano devono per forza inventarsi tutto, quello che mi chiedo e che quei lavori poi vanno sia in provincia che in regione per l'autorizzazione e possono essere sottoposti a prescrizioni....
Credo che il problema abbia due aspetti.. uno su come eliminare il fenomeno vergognoso della svendita della professione, per le opere di pubblica utilità come un pozzo (le acque sono tutte pubbliche) si potrebbe fare come per il fascicolo del fabbricato istituendo un libretto di pozzo con stime tabellari e aggiunta della fattura.
L'altro aspetto è di aproccio culturale, la coldiretti, ma come lei tante altre categorie, crede che la relazione sia solo una rogna burocratica e i non-geologi che accettano i "pacchetti" danno conferma a questo pregiudizio. Certi committenti.. Non si rendono conto che la relazione geologica è una garanzia per lo svolgimento della loro attività, ossia non si tratta solo di un lavoro tecnico scientifico, ma di una stima ottimale dello sfruttamento di una risorsa, in questo caso acqua, attraverso il giusto dimensionamento che solo un lavoro professionale (non inventato) può offrire. Un giusto dimensionamento del pozzo va a vantaggio del committente per il semplice motivo che lo fa risparmiare... d'altra parte va a vantaggio della falda e dell'ambiente che rimane in una forma di equilibrio. Allora uno o cento pozzi privi di studio geologico o con relazioni inventate con molta probabilità sono dispendiosi per i coltivatori e inoltre non si devono escludere gli effetti sulla falda le sue potenzialità e subsidenze varie, sulla costa adriatica mi sembra che intrusioni del cuneo salino abbiano provocato fenomeni di perdita di fertilità..e quindi di produzione. In conclusione quello che penso e che se si chiede un progetto si fanno relativamente pochi mugugni, per le relazioni geo la gente ha la percezione di adempiere a doveri burocratici possibilmente da evitare.. allora essendo un problema culturale.. occorre coinvolgere le attività economiche che intervengono sul territorio sull'operato della professione. Le frane, alluvioni, dissesto idrogeologico, studio dei suoli,pedologia e agraria, sviluppo sostenibile, etc. sono tutte cose in cui possiamo proporre, non solo agli enti pubblici, ma anche alle attività produttive che svolgono un ruolo sul territorio, proposte e metodologie per migliorare, razionalizzare e rendere più efficienti le loro attività. Finchè non ci facciamo conoscere e non ci rendiamo propositivi continueranno a considerarci per 200 euro a relazione.