Perplessità per il futuro, in tempi di crisi come quelli che viviamo oggi le hanno tutti, io compreso, ma se guardo alla nostra professione solo 15 anni indietro, rivedo uno scenario ben peggiore di quello attuale. L’immagine del Signor Bonaventura con le tasche vuote è simpatica, ma non mi risulta che i geologi siano mai stati tra le categorie più ricche. Il problema, a mio avviso, è lo scarso credito che abbiamo all’esterno, e molto spesso anche verso noi stessi. L’accesso alle commesse è sempre più difficile, soprattutto quando lo stato non investe in infrastrutture e prevenzione. Forse ci muoveremo nella direzione della prevenzione, quando sarà l’Europa a chiederci di farlo, quando si renderà conto che lo stato di calamità naturale per l’Italia è un’opzione richiesta con troppa “regolarità”, e che costa troppo.
Preparazione, deontologia e qualità. La valorizzazione delle risorse professionali passa per la riorganizzazione dei processi culturali. Oggi paradossalmente ci troviamo accomunati a notai ed avvocati quando si tratta di difendere i minimi tariffari. Se permettete quest’accostamento mi crea un po’ di disagio. Sono stati definiti casta o lobby e come tali si comportano: difesa strenua dei loro privilegi. Noi cosa difendiamo?

Ultima modifica di Gianluca Maccarone; 11/11/2011 18:41.

Gianluca Maccarone
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