Vedi Piombino, ad esempio il prof. Giulio De Marchi, pur essendo un accademico, aveva perfettamente centrato la problematica inerente la Difesa del Suolo in Italia, ponendo al centro le Istituzioni che se ne dovevano occupare soprattutto in previsione del decentramento amministrativo che poi è avvenuto. Questo è il nocciolo di tutta la questione....è la base di tutto altrimenti si continuerà ad agire per toppe di un sistema che fa acqua da tutte le parti.
Per fare questo devi avere un alto senso dell'Istituzione, bisogna davvero essere servitori dello Stato.
Molti, purtroppo troppi, accademici invece hanno trovato giovamento personale dall'incapacità di organizzazione dei servizi dello Stato in s.l. ed i discorsi che sento fare sono sempre e solo sulla mancanza di fondi da destinare alle opere di prevenzione, che se da un lato è vero, dall'altro se non hai una Amministrazione attenta, dotata di Servizi Tecnici adeguati, spesso vengono spesi male ed assegnati a soggetti inadeguati per le sole conoscenze politiche.
I tecnici nelle P.A. rompono le scatole ai politici che liberamente del denaro destinato alla prevenzione delle calamità ne vogliono fare ciò che vogliono. Per questo la categoria di tecnici soccombe spesso in numero e posizioni di rilievo nelle P.A..
Questo aspetto va ribaltato se vogliamo uscirne fuori.
Però finora non ho mai ascoltato nessun accademico che si è pronunciato in tal senso.
Ripeto mi piacerebbe sapere cosa ne pensano Ortolani e Casagli (che conosco tra l'altro poco).


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti