Aaa, forse non capisco il senso dei tuoi interventi: se non erro dici che gli Ordini regionali si mettono d'accordo con le Università per favorire gli appartenenti ad una stessa regione rispetto a quelli di altre; non solo, a quanto ho capito dici anche che l'esame di stato viene superato dai soliti raccomandati. E secondo te la soluzione a questo problema, che di certo in forme simili affligge molte istituzioni italiane, sarebbe abolire gli Ordini ? Sei convinto che dopo la situazione migliorerebbe ? Io penso, invece, che sarebbe come buttare via il bambino con l'acqua calda: se dovessimo risolvere in questo modo nepotismo e quant'altro praticamente cancelleremmo tutto, dallo Stato alle Università. Gli Ordini, o quello che li sostituirà, e le Università possono funzionare bene, basta volerlo; se le persone non vogliono sono loro che vanno sostituite, non le istituzioni, altrimenti quelle stesse persone avranno vinto la loro battaglia, mirata a conservare un presente di privilegi distruggendo il futuro per tutti gli altri. Il libero mercato che ti sta giustamente a cuore non significa assenza di organi di regolamentazione, ma appunto il loro buon funzionamento, e io non sono tra quelli che giudicano impossibile il buon funzionamento di qualcosa in Italia, anche perché ne ho le controprove.
I commenti alla Georghit li posso capire, ma sembrano più quelle cose che ti gridano in faccia nei bar che altro e che riescono a spazientire - per non dire altro - anche quelli che, come me, agli studenti e ai futuri collechi ci tengono e che, per di più, hanno subito in un modo o nell'altro quasi tutto quello che voi denunciate. Non volete l'esame di Stato ? Non volete il tirocinio ? Volete ripianificare l'Università ? Benissimo, scrivete le vostre proposte, anche se il forum magari conta come il due di picche, ma per favore piantiamola di parlare come se le cose nella pratica le potessimo risolvere con quattro ricette in croce e come se avessimo le soluzioni perfette in tasca. Poi alla prova dei fatti si vede come si va a finire ...
P.S. Aaa, mi riferivo ad accordi di promozione territoriale, cioè qualcosa di positivo, e non di gestione alla "cosa nostra" dell'Università.