Grazie McCoy per la risposta ma vorrei farti due ulteriori domande:
Per la verifica a capacità portante in condizioni dinamiche in zona 1-2 occorre utilizzare la componente verticale dell'azione sismica E ottenuta dalla formula (g1+g1+sommatoria psi*Q)*Kv.
Per la verifica a scorrimento, invece, occorre il taglio sismico H=(G1+G2)*Khi.
La prima relazione l'hai scritta bene, nella seconda però non capisco perchè hai inserito solo i carichi strutturali, forse li hai dimenticati, dovrebbe essere analogamente all'altra:
H=(g1+g1+sommatoria psi*Q)*Khi
Infatti nel paragrafo 3.2.4 le masse associate ai carichi gravitazionali vengono definite generalmente con al 3.2.17, uguali per tutti i casi e non distinti per verticali, orizzontali ecc.
Il riferimento sono l'EC0 (l'azione sismica è considerata un'azione accidentale A_E) l'EC8 §3.2.4(1), 3.2.4(4), 4.2.4(1), con notazione un pò diversa, ma si specifica chiaramente che l'azione sismica A_ED (nellr NTC E) deve essere combinata alle altre azioni
I dettagli sono specificati ad esempio per A_ED orizzontale, ma non per A_ED verticale, trattandosi di un banale caso di incremento della componente verticale della forza peso in seguito all'incremento dell'accelerazione rispetto all'accelerazione gravitativa dovuto al sisma.
Il caso della formula Ec8 per il taglio alla base:
H=F_b=lambda*m*Sd(T1)
dove m = g1+g1+sommatoria psi*Q nelle NTC e lambda = 1 nelle NTC e Sd(T1) = Khi
viene esteso tacitamente nell'uso comune all'incremento di forza verticale, inserendo il termine Sd(T1) inerente allo spettro dissipativo verticale = Kv.
Adesso, circa la correttezza di considerare al dissipazione o meno per le sollecitazioni verticali bisognerebbe sentire gli strutturisti, io vado per esclusione, ossia se è stato fornito lo spettro dissipativo per la componente verticale è perchè serve a qualcosa e non per bellezza. In altre parole, se la struttura è in grado di dissipare energia orizzontalmente lo fa anche verticalmente.
Questo però è territorio degli strutturisti...