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Si tratta di una sequenza sismica non comune da seguire con attenzione.

Immagini allegate
SEQUENZA DEL POLLINO.pdf (124.84 KB, 91 download)
Ultima modifica di Giluio Riga; 02/12/2011 12:55.
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nella carta del rischio sismico in Italia di qualche anno fa la zona del Pollino era considerata a basso rischio nonostante che la linea del Pollino abbia agito come trascorrente sinistra a livello più che regionale, spostando verso l'attuale est l'arco calabro.
La cosa mi lasciava estremamente perplesso e ne parai anche in occasioni più o meno pubbliche: secondo me o c'era un gap sismico oppure la bassa densità di popolazione e la scarsità di manufatti non aveva lasciato ricordi
Oggi vedo che la situazione è cambiata e la zona intorno al Pollino vede una continuità nella carta di pericolosità sismica che prima non c'era. Inutile dire che preferisco da un punto di vista geologico la seconda ipotesi. Vedo comunque che la linea del Pollino non influenza l'andamento della suddivisione sismica

Però vorrei sapere:
1. il meccanismo focale di questi sismi: questa faglia sembrerebbe dunque "tagliare" la linea del pollino o, almeno, non essere ad essa correlata, come mostra anche la nuova carta

2. onestamente non conosco l'EPTM1... c'è kla possibilità di sapere cos'è?

3. fino ad oggi non è mai stata messa in relazione con una scossa forte una precedente attività di sciame sismico o altri precursori sismici

4. riporto quanto scrittomi pochi giorni fa da un noto geofisico, con cui mi ento piuttosto spesso, che è un pò scettico sulle previsioni usando esclusivamente la sismicità

Beh, possiam dire che, nelle previsioni a breve termine, siamo nelle mani dei rospi!

Ritengo che il futuro vedrà un approccio multibanda e multitecnica alle previsioni, in cui tenere conto di:
1) strain regionale
2) strain locale
3) segnali sismici
4) precursori sonici, ultrasonici e in banda radio
5) anomalie gravimetriche o di altri parametri fisici
6) livelli acque sotterranee
7) dati storici riguardanti il sito o siti similari
8) "bio-fonti", come sparizione di anfibi (animali molto sensibili a minime variazioni ambientali. Quindi anche i rospi avranno il loro ruolo).

Può darsi che alcuni di questi dati non siano di facile o generalizzato maneggio in generale ma che, in caso di presenza di altri precursori, possano essere oggetto di monitoraggi mirati.
D'altra parte, l'analisi focalizzata quasi esclusivamente su 3) ha mostrato i suoi limiti proprio negli Abruzzi (anche se pare che un'analisi di tipo 7) avrebbe dovuto suggerire maggiore cautela).
Personalmente, credo che lo strumento in prospettiva più potente, nel senso che potrebbe essere lo strumento che va a dire "ragazzi, stiamo attenti, e affiniamo l'analisi degli altri precursori", sia l'analisi dello strain, perché uno stesso segnale sismico può essere visto con occhi molto diversi a seconda che ci sia molta energia da scaricare oppure no.


nota: per la questione dei rospi, suklla quale fra me e questo ricercatore c'è stata una lunga corrispondenza, la trovate riassunta in questo link:
http://aldopiombino.blogspot.com/2010/04/i-rospi-di-un-lago-marchigiano-e-il.html

pertanto domando al buon Riga, ringraziandolo per la ricerca, se la sua indagine ha tenuto conto solo della sismicità o si rifà anche ad altri parametri.


the sands of time were eroded by the river of constant change
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Il software EPTM1 è stato realizzato dallo scrivente per la previsione deterministica dei terremoti.
Il software attualmente fornisce l’epicentro e la magnitudo del terremoto atteso mentre per sapere quando accadrà, l’algoritmo è in fase di miglioramento (spero a metà 2012).
Il modello di previsione utilizza i dati storici riguardanti il sito (magnitudo, profondità ipocentrali e numero di terremoti) ma può importare dati di altri precursori sismici.
Il modello ha richiesto l’analisi di oltre 50 sequenze sismiche di terremoti che hanno interessato vari continenti dal 1973 ad oggi.
L’analisi delle sequenze sismiche ha consentito di rilevare le analogie tra i diversi terremoti che sono stati raggruppati in poche categorie.
All’interno delle sequenze sismiche sono stati individuati alcuni Foreshocks responsabili dell’attivazione della ” fase di caos” all’interno della sequenza che precede il Mainshock la cui magnitudo dipende dai Forechock presenti nella serie storica analizzata.
Per la ricerca dell’epicentro il modello utilizza la migrazione degli epicentri dal momento che inizia la “fase di caos”ed in particolare nella parte terminale della sequenza.
Un secondo modello elabora un 3D utilizzando un algoritmo che tiene conto anche delle profondità ipocentrali.
Nel 3D allegato al precedente post, la linea di nuova formazione al momento non appare correlata alla linea del Pollino.
I prossimi terremoti che saranno inseriti nel software mostreranno l’evoluzione della zona.
Ad oggi non ci sono studi deterministici sperimentali che mettono in relazione una scossa forte con un precedente sciame sismico.
Al contrario la scossa principale, come sopra riferito, dipende dall’andamento dello sciame sismico e di alcuni Foreshocks come sono sempre presenti in tutte le sequenze sismiche.
Come da Lei scritto “Può darsi che alcuni di questi dati non siano di facile o generalizzato maneggio”.
Vero.. è richiesta la conoscenza di altre tecniche di analisi delle quali occorre avere molta esperienza.


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Originariamente inviato da: "Giulio Riga"
previsione deterministica dei terremoti

Questo è veramente interessante...

Originariamente inviato da: "Giulio Riga"
Il software attualmentefornisce l’epicentro e la magnitudo del terremoto atteso mentre per sapere quando accadrà, l’algoritmo è in fase di miglioramento (spero a metà 2012)

Questo è interessantissimo...

ma forse non ho capito bene... quindi attraverso il software dovresti essere in grado di prevedere un terremoto...???


Paolo
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benvenuto nel forum

Originariamente inviato da: Giluio Riga
...Il modello ha richiesto l’analisi di oltre 50 sequenze sismiche di terremoti che hanno interessato vari continenti dal 1973 ad oggi.
L’analisi delle sequenze sismiche ha consentito di rilevare le analogie tra i diversi terremoti che sono stati raggruppati in poche categorie....


quante categorie hai messo in evidenza
e su quali analogie si caratterizzano?

cordialità
mimmo

Ultima modifica di mimmo71; 02/12/2011 18:25.

confido nella percezione della mia ignoranza
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Originariamente inviato da: Giluio Riga
L’analisi delle sequenze sismiche ha consentito di rilevare le analogie tra i diversi terremoti che sono stati raggruppati in poche categorie.


Fantastico! Puoi spiegare in dettaglio questa ad un principiante?

Grazie...

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pierlo.... non ti intromettere basta hahahaha

Ringrazio, onestamente non so cosa dire
però questa mi lascia un pò perplesso:

Originariamente inviato da: Giluio Riga
alcuni Foreshocks sono sempre presenti in tutte le sequenze sismiche.



Ultima modifica di piombino; 02/12/2011 21:24.

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Il software è stato realizzato per prevedre i terremoti.
In questo momento sto apportando alcuni aggiustamenti per migliorare il tempo di accadimento attraverso lo studio dei cicli presenti nella sequenza sismica.

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Sono state individuate 3 categorie di sequenze sismiche di cui una "simile a quella che si si sta sviluppando nell'area del Pollino) è poco frequente e di difficile interpretazione per quanto riguarda il tempo di accadimento.
Questo tipo di sequenza quasi sempre si conclude con un sisma improvviso e la cui violenza dipende dall'energia accumulata nel ciclo finale.
La sequenza dell'Aquila rientra in una categoria molto frequente(anchel'untimo terremoto del Giappone rientra in questa categoria) e facile da analizzare in quando caratterizzata da alcune analogie nella parte finale.
Le analogie :
-Alcuni Foreshocks all'interno della seguenza avvisano dell'inizio della "fase di caos" che sia ttiva nella sequenza sismica e forniscono i parametri per il calcolo della magnitudo del sisma atteso.
-La migrazione di alcuni Foreshock nell'ultima parte della sequenza.
Ed altre analogie.


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Lunedì ci sarà un aggiornamento sulla sequenza del Pollino e l'analisi della sequenza dell'Aquila compresa quella del Radon con alcuni esempi (anche la seguenza di Giuliani il cui metodo lo trovo interessante e nuovo rispetto ad altre metodologie).

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