Gentile Sig. Piombino, (forse è anche Dottore o Professore ma, rimanendo anonimo non posso identificarLa correttamente), mi sento di dover approfondire alcuni argomenti che evidentemente La toccano profondamente. Cominciamo dall'atteggiamento del mondo scientifico. Fin dall'epoca di Galileo la Scienza, come ambiente costituito, è stata refrattaria alle innovazioni (pensi a Mendel il cui lavoro è stato riconosciuto solo dopo la sua morte). Se ci pensa, questo è un atteggiamento umano: uno scienziato arrivato e famoso non può accettare che un pivellino stravolga le sue convinzioni, sarebbe come ammettere il fallimento della propria vita di ricercatore! Questo vale anche nel mondo scientifico. Provi a pubblicare un articolo innovativo che reiterpreta sotto una nuova luce dei dati esistenti e provi in contemporanea a pubblicarne un altro in cui, come risultato della ricerca, presenta dei dati nuovi che sostanzialmente confermino quanto già si pensa, eventualmente aggiungendo qualche piccolo dettaglio. La politica dei piccoli passi è quella che piace al mondo scientifico perchè fa dormire tutti in modo tranquillo: nessuno si sente deligittimato! Purtoppo non porta a nulla. Con questo atteggiamento, quando la Scienza finisce in un vicolo cieco, non fa altro che muoversi all'interno di tale vicolo.
Inoltre quando un non accademico propone una teoria, spesso accade che tale persona non conosca tutti i dettagli di cui i grandi soloni del mondo accademico sono depositari. Ed è proprio per queste imprecisioni che i poveretti che osano avventurarsi nel mondo dell'innovazione vengono messi alla berlina. Badi bene che tale atteggiamento vede vittime spesso anche quei pochi luminari che hanno una visione innovativa. A Potenza abbiamo avuto, purtroppo per un breve periodo, quello che giudico il migliore geologo italiano. Questo professore è una persona estremamente intuitiva per cui, dopo una breve passeggiata in macchina, è spesso in grado di descrivere un modello geologico regionale, individuando gli elementi essenziali. I miei colleghi però normalmente si appigliano ai dettagli per denigrarlo (vanno ad esempio a verifcare se in un certo punto si trovi calcare o dolomia) senza capire la visione d'insieme. A me personalmente non interessa il dettaglio ma l'intuizione.
Per quanto riguarda Giuliani certamente non ha capito molte cose del giocattolo che ha per le mani ma ha sicuramente capito che si stava per verifcare un grosso evento. Le voglio dare un'interpretazione ed una spiegazione di quanto è successo. Il radon non è altro che un indicatore di una condizione NECESSARIA ma NON SUFFICIENTE per avere un sisma in certe condizioni. Se si sprigiona significa che vi è una perturbazione del campo di stress e questa può consentire il superamento della soglia di rottura che porta al sisma. Senza, il sistema rimane in equilibrio e non si ha l'evento. Giuliani quindi ha osservato tale perturbazione. Certamente non era detto che il sisma si sarebbe sviluppato comunque, ma certamente il rischio era aumentato notevolmente. Non le sembra che in situazioni del genere sarebbe opportuno prendere delle misure cautelative invece di tranquilizzare la popolazione?


Paolo Harabaglia
Università della Basilicata
Potenza