La “prova del tacco del geometra” viene generalmente utilizzata dal capocantiere per la valutazione del grado di costipamento delle sovrastrutture stradali. La metodologia di prova è generalmente la seguente:
Mese di luglio, 38° all’ombra, state sdraiati sotto un camion pieno di bitume bollente a montare l’attrezzatura per la prova di carico su piastra. Dopo aver ultimato la prova, quando siete pronti a parlare alle maestranze che vi guardano impazienti per sapere se si può procedere con la stesa del conglomerato bituminoso o è necessario rullare di nuovo, arriva il capocantiere che affossa con decisione il tacco della scarpa sullo strato di misto ed eseguendo una rotazione su sé stesso di 360° guarda l’impronta lasciata ed emette il fatidico verdetto. Per il 99,9 % ci prende e voi restate a chiedervi “ma che ca**o ci sto a fare?”.
Generalmente la prova si conclude quando il geologo nel guidare la manovra di retromarcia del camion per posizionarlo sulla prossima ubicazione (visibilmente poco costipata) riesce a far sì che l’enorme ruota gommata prenda in pieno uno dei tanti picchetti metallici che generalmente fuoriescono di circa 15 centimetri dallo strato di misto. Risultato di prova: ruota bucata e bestemmie del capocantiere.
n.b.Ebbene si, è successo pure questo