La previsione di cui parli tu con tutti i parametri esatti è pur sempre una previsione, solamente più esatta.... Chiaramente basandoti su dati statistici (e non solo?) non puoi avere la precisione che avresti basandoti su osservazioni elaborate da una legge.
In sostanza tu previeni quello che prevedi....
Il geologo legge le rocce e da queste è riuscito a misurare gli spostamenti che in determinate zone alcune faglie hanno subito, in tempi geologici recenti (30-40 mila anni) e con una tolleranza di qualche migliaio di anni ma anche meno con le datazioni al carbonio C14 o l' archeosismologia. A tali spostamenti (cosismici) con le leggi di scala è possibile attribuire la magnitudo rilasciata.
Non è poco, non è assolutamente poco poichè il discorso si estende a scale temporali non coperte dalle notizie storiche reperibili (ca. dall'anno 1000) e dalle recenti misurazioni strumentali. A tale approccio sfuggono tutte quelle faglie attive ma cieche, il cui contributo (almeno nell'appennino) in termini di magnitudo, comunque sembra non essere poi così elevato (in genere al disotto di magnitudo 6) e tutte quelle faglie attive e capaci finora ancora non rilevate.
Difronte a queste poche certezze l'unica cosa da fare è costruire una quanto più attendibile pericolosità sismica di base e su questa valutare, in base agli studi di microzonazione sismica, una pericolosità sismica totale.
Tale carta potrà consentire una migliore pianificazione territoriale e far si che si possa concentrare l'attenzione in determinate aree su cui poter approfondire gli studi sulla vulnerabilità degli edifici ai fini della valutazione del rischio e quindi le adeguate contromisure da adottare.
Fin quando non si seguirà questa strada (così sintetizzata bene o male) con l'illusione della risoluzione del problema attraverso la previsione, si continueranno ad avere molti morti e distruzione.