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2 membri (Geol Di Nardo, 1 invisibile),
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........... peggio di un baratro....... molto peggio rob linari
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Iscritto: Apr 2006
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OK, grazie. E' come se un medico non potesse prendere la pressione a un paziente, a meno che possieda un'intera clinica compresa la TAC. Credo sia opportuno riaggiornarsi a breve dopo aver sentito i nostri ordini regionali per sapere se e cosa stanno facendo.
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Iscritto: Sep 2000
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Sono attrezzature professionali ed ogni professionista compera quelle che ritiene più opportuno e risponde civilmente e penalmente del loro uso .
ciao Antonio
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Iscritto: Apr 2000
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Scusate se interviane nuovamente il Barone Ho parteciapto attivamente alla pianificazione della laurea in geologia tecnica dell'uniPD, che è riconosciuta da molti come qualitativamente discreta (o anche meglio...) Il geologo che ne esce è 1)uno fornito di solide basi naturalistico - scientifiche (dai tre anni precedenti) 2) dotato di conoscenze legate alla modellistica geologica (dalla geostatistcia ai modelli matematici legati all'idrogeologia o alla geofisica o stabilità di versanti, etc) 3) a conoscenza dell'uso dei principali strumenti geognostici (legati al singolo o al piccolo gruppo di persone) per arrivare a una prima conoscenza del sottosulo (dalle trivellate alla georadar) 4) in grado di programmare e gestire le indagini fatte da elementi terzi. Forse dimentico qualcosa ma; il punto 1) è irrinunciabile in quanto se cnon sappiamo riconoscere quanto vi è in campagna poca o nulla affidabilità avranno i nostri modelli il 2)ci permette di sfruttare al meglio quanto acquisito con 1) & 3) il 3) permette di non affidarsi alla sola vista della superficie il 4) infine permette di programmare (anche economicamente) quanto necessario per affinare il modello già definito in base a 1+2+3. Non concepisco il geologo con le scarpete e le mani pulite come mi riesce difficile immagineare come fà uno che non esce in campagna, ma nenache chi non sà gestire un dato in senso semiprobabilistico o non ha confidenza con la modellistica. Premetto che la nostra professione è così varia che i punti sopra descritti indubbiamente variano in % d'impagno (un dipendente pubblico ha ben poca possibilità di andare in camapagna ma credo che la verifica la debba fare sempre di poesrona) ma siano punti irrinunciabili La pappardella è per dire che la fase 3) (anche se io so usare la coclea e non certo il georadar) risulta comunque fondamentale. Determina la differenza fra noi e l'ing geotecnico e/o civile (insieme al punto 1). L'esperienza sul campo è quella che genricamente manca all'ing. Certo il nostro sforzo dovrebbe concetrarsi nel punto 2) ma se rinunciamo a 1 e 3 credo che facciamo un grosso errore che si ripecuoterà fortemente sui risultati finali a danno inizialmente della nostra categoria (che sarà letteralmente inglobata dagli ing. molto più ferrati di noi nel punto 2) e poi a tutta la comunità di questo (geologicamente) martoriato paese Saluti ps. per egidio posso cambiare il mio nome in barone? suona molto bene, specie se appioppato da chi si firma con nick name
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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MA COSA DICI!
Avanti sentiamo da dove tiri fuori questa interpretazione che salva capra e cavoli.
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Iscritto: Oct 2005
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Caro Gibbo at Work, vuoi sapere una cosa ? Di norme ne ho lette e - per le componenti geologiche dei PRG - scritte anche io; se voglio dire che una cosa si può fare lo scrivo chiaramente, se no no. Dal dibattito in corso - francamente - mi sembra che le nuove norme e circolari siano scritte con dubbia chiarezza e con una certa difficoltà di comprensione dei problemi di fondo. Ma - soprattutto - mi sembra che le possibili intepretazioni siano molto sfavorevoli ai geologi su diversi piani, senza che si sia avuto il coraggio di scrivere chiaramente le cose, evitando scontri frontali adesso per lasciare alle Corti il compito di farci digerire la pillola. Non dico sia così, ma la ritengo una possibilità concreta. Le tue posizioni mi sembrano interessanti, ma in un certo senso ottimistiche rispetto a quella che, temo, sarà la riorganizzazione effettiva del mercato. Non sono in linea di principio contrario ai cambiamenti, ma credo che in questo caso si profili una penalizzazione immeritata, basata su posizioni ben poco discusse con gli interessati.
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Norme Tecniche pag 287 Le indagini e le prove devono essere eseguite e certificate dai laboratori di cui all'art.59 del DPR 6.6.2001 n.380. I laboratori su indicati faranno parte dell’elenco depositato presso il Servizio Tecnico Centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nel caso di costruzioni o di interventi di modesta rilevanza, che ricadano in zone ben conosciute dal punto di vista geotecnico, la progettazione potrà essere basata sull’esperienza e sulle conoscenze disponibili, ferma restando la piena responsabilità del progettista sulle ipotesi e sulle scelte progettuali. ------------------------------ Per la precisione si afferma che non ti rifarai a lavori limitrofi (di cui dovresti in teoria chiedere il permesso a chi le hai vendute, perchè prove e non frutto di elaborazione) ma a caratterizzazioni note del territorio.
Come dire che ognuno potrebbe proporre aria fritta ad altro liello invece che indagini certificate. La via di mezzo (prove non certificate) in teoria non è percorribile.
Non si potrebbe nemmeno fare un pozzetto esplorativo! Se la legge fosse rispettata. E ho pure trovato che avevo ragione ci proibiscono di misurare la falda! Non siamo certificati!
Mi domando però, visto che siamo in Europa, non è che con questo dispositivo si preclude la famigerata concorrenza? Mi spiego esiste in altri stati una dispositivo analogo? Si può vietare l'accesso ad un mercato a operatori di altri stati o regioni?
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Secondo me tutto nasce da una interpretazione partigiana della direttiva cee in proposito. http://www.opera-italy.com/elettromagneti_di_trattenuta/norme/direttiva_89-106-cee.pdf Qui ne trovate una copia. E' quella cha impone di apporre il marchi CE sui manufatti, tanto per intenderci. Come potete leggere si parla di materiali da costruzione e opere ma ce ne vuole per definire il sottosuolo un materiale da costruzione, il sottosuolo fa parte dell'ambito delle OPERE come concetto, a parer mio. Altrimenti noi siamo fabbricanti. Ma neppure i sondatori veri e propri sono fabbricanti. Bisognerebbe cercare se esiste questo famigerato Comitato permanente per la costruzione e sottoporgli il quesito. Di questo passo anche chi fa i rilievi con il teodolite.livella ecc. dovrebbe essere certificato, e me ne potrebbero venire in mente altri. Poi potrei aggiungere, ma cosa centra la geofisica con questo ambito di direttiva? Avete mai sentito qualcuno che applichi la geofisica alle costruzioni cosi tout court; è un campo in continua definizione. Secondo me non ci siamo. Notate che si è passati dal dire quali sono le atrezzature dei laboratori come elenco... parlo della versione attuale della norma, alla definizione degli ambiti: il pozzetto esplorativo e la misura della falda, nella versione in itinere. Mentre prima si diceva il lab deve avere il freatimetro ed il pocket. C'è una bella differenza, vuol dire mettere fuori gioco tutto. Secondo me si tirano la zappa sui piedi per ingordigia.
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