Tanto per puntualizzare alcune cose previste dal decreto sulle liberalizzazioni:

1) allo Stato non interessa che la libera professione sia svolta in maniera corretta, senza frodare la collettività: basta avere l'assicurazione professionale e vai ! ognuno può fare quello che cavolo gli pare, pure regalare il suo lavoro (per inciso mi sembra sia un grosso regalo alla lobby delle compagnie assicurative)

2) in caso di contenzioso sarà il giudice (!!!) a stabilire il giusto compenso (farà una ricerca di mercato su ebay ?)

3) il parere dell'Ordine non avrà più alcuna validità per la redazione dei decreti ingiuntivi

e ancora:

con le liberalizzazioni si è stimato un risparmio per la collettività, grazie all'abbattimento delle parcelle, nell'ordine del 30 %. A parte il fatto che avremmo al contrario bisogno di un aumento delle stesse, visto che sono bloccate da decenni, mentre i costi sono schizzati in alto (vedi prezzo dei carburanti), ma secondo i nostri governanti dovremmo scendere ancora al di sotto di quel misero 0,5-1 % che ci spetta ad esempio per costruire una casa ? Provate a farvi due conti !!!

Possibile che il nostro Ordine non riesca a far capire che questa corsa verso il mercato selvaggio, si tradurrà nella produzione di lavori di infima qualità (secondo il ben noto metodo "copia e incolla"), senza uno straccio di verifica sul terreno ?

Possibile che non si riesca a far capire che così andremo a peggiorare la qualità del territorio e delle opere pubbliche e private ? Altro che prevenzione del dissesto idrogeologico: qui si stanno creando le basi per infliggere un colpo mortale all'Italia !

Qualcuno dovrà pur spiegare loro che fare il geologo non è uguale a vendere due supposte dietro ad un bancone di una farmacia o a guidare un taxi !

Troppo spesso siamo noi i primi a svalutare il nostro lavoro, che è invece fondamentale per la tutela del territorio e della pubblica incolumità.

Riflettete: per essere un bravo professionista uno deve saper:

1) procacciarsi i lavori

2) programmare nella maniera più razionale, ai fini sia tecnici che economici, un piano di indagini

3) redarre un preventivo senza incorrere in sorprese

4) fare il lavoro del geologo s.s.

5) scrivere in buon italiano per farsi capire

6) recuperare i crediti


Si tratta di mansioni che nelle ditte sono svolte da 6 distinte persone. Al contrario noi siamo in grado di produrre dei lavori dignitosi, con costi contenuti, a beneficio della collettività.

Ma possibile che l'Antitrust e Catricalà non abbiano invece nulla da dire contro le indagini certificate ? Con una mano spingono verso la concorrenza più selvaggia e con l'altra favoriscono le lobbies (quelle vere delle società di indagini e non quelle fantomatiche del piccolo professionista).

Il disegno mi sembra quantomai chiaro: con la possibilità di ingresso dei capitali nell'attività professionale, insieme ai paletti imposti dalle certificazioni, il nostro ruolo sarà sempre più relegato e svilito: saremo tutti dipendenti di società che ci lasceranno qualche briciola: saremo "cinesizzati". Il tutto poi a discapito del territorio: stiamo mettendo la nostra professionalità, la nostra capacità nelle mani di queste mega-ditte certificate che non avranno mai la stessa cura e capacità di condurre i lavori, che spediranno in cantiere gente disperata.


Personalmente è da tempo che non credo più nella libera professione, tant'è che ho chiuso la partita IVA ed ho iniziato un altro percorso professionale, ma mi scoccia assai gettare la spugna. Qualche mese fa il mio Ordine regionale ha premiato alcuni colleghi che hanno raggiunto i 40 anni di attività e che hanno letteralmente creato dal nulla la professione: non vorrei che invece la mia generazione passasse come quella che che ne ha permesso il suicidio !