Gli operatori più lungimiranti e con più esperienza, conoscendo i tempi della burocrazia, si muovono per tempo anticipando la parte ambientale in modo da far coincidere conclusione della bonifica con l'avvio del cantiere edile.
Ma le variabili sono tante e gli imprevisti sono all'ordine del giorno quindi spesso vi sono comunque problemi sul fronte dei tempi.

Come dicevo alcuni comuni rilasciano i permessi dopo il collaudo arpa, venendo incontro alle istanze dell'operatore (e forse per incassare gli oneri), anche se la procedura non lo prevede.

In un mondo ideale nessuno si dovrebbe adeguare, la normativa dovrebbe essere strutturata in modo tale da garantire la tutela dell'ambiente consentendo il completamento del procedimento in tempi non pachidermici.
Ma di fatto non è così, le procedure semplificate sono poco efficaci e anche l'applicazione del buon senso (che non dovrebbe mancare mai)in un tema così delicato come la gestione dei siti contaminati viene spesso sostituito dalla più sicura applicazone rigida della norma.

Secondo me sarebbero da riformulare le procedure semplificate, e contestualmente si dovrebbero potenziare le attività di controllo in campo e snellire il procedimento amministrativo -autorizzativo