Sto seguendo questa appassionata discussione e vorrei dire la mia opinione anche se, poiché l’argomento del contendere riguarda la professione di Geologo, rischio di dire delle sciocchezze, di questo chiedo scusa in anticipo.
Per prima cosa vorrei ribadire un concetto o se volete una verità che ogni tanto pare venga dimenticata. Le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, così come dettate dal D.M. del 14-09-05 sono il futuro, potranno essere migliorate, rese più operative o più conformi agli Eurocodici o quello che volete ma la loro filosofia, il nuovo modo di approccio alla progettazione di strutture, deve rimanere se vogliamo essere al passo con le altre nazioni. Al capitolo 7, esse, rendendo obbligatoria la modellazione geologica del sito che dovrà accogliere la costruzione, assegnano al Geologo un ruolo estremamente importante nell’iter progettuale e qui non è il caso di sottolineare come le caratteristiche geologiche del sito condizionino pesantemente le scelte progettuali. Ciò, ne sono convinto, è stato inserito nelle Norme non per favorire una o l’altra categoria o chicchessia, ma proprio per l’importanza che ha la conoscenza della diagenesi del sito ai fini dell’ interazione con la struttura. La modellazione geotecnica è, a questo punto, un completamento della modellazione geologica e , quindi, il logico proseguimento del percorso fatto dal Geologo, iniziato con la modellazione geologica stessa.
Quanto sopra, tradotto in “linguaggio umano” , significa piena competenza del Geologo nella redazione della Relazione Geotecnica per quanto riguarda le indagini sia in sito che in laboratorio e sulla loro, aggiungo, interpretazione. Ne consegue che il Progettista dovrebbe essere il cliente più esigente del Geologo dal momento che dall’affidabilità dei dati forniti dipende il risultato finale del progetto. A questo punto devo, per così dire, tirare le orecchie ai miei colleghi che considerano, non tutti per la verità, la Relazione Geologica un documento burocratico e basta, perciò una rottura di scatole che però non se ne può fare a meno perché è obbligatorio inserirla nella documentazione di progetto. Il Geologo è visto, poi, come un intruso senza titolo. Con le nuove Norme questo non dovrebbe più accadere.
Ora, non capisco, perdonatemi, come il fatto di stabilire che le indagini e le prove debbano essere eseguite e certificate da società e/o laboratori iscritti in un elenco del Servizio Tecnico Centrale, quindi autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture, possa in qualche modo minimizzare o addirittura vanificare la professione del Geologo. Le indagini fatte da società di prospezioni e le prove di laboratorio sono sempre pagate dal committente dietro presentazione di regolare fattura da parte delle società medesime, il Geologo redige la sua relazione utilizzando i dati così ricavati e alla fine emette la sua notula che è totalmente indipendente dalle prestazioni della società e/o laboratorio che ha fatto le indagini. I maggiori costi che dovrebbero esserci nell’utilizzo di laboratori, diciamo così, certificati sono pagati dal committente e non vanno a gravare sulla parcella del Geologo. Nella zona dove lavoro questa è la prassi. Il committente, beninteso, paga volentieri e senza battere ciglio.
Per quanto riguarda indagini eseguite dal Geologo con attrezzature proprie, anche qui non capisco il vostro pessimismo. Quello che voi scrivete nella relazione è frutto del vostro convincimento al quale siete pervenuti dallo studio del sito alla luce della vostra esperienza e della conoscenza dei fenomeni in gioco. E se a ciò siete arrivati facendo delle indagini con attrezzature vostre, dov’è lo scandalo? Siete o no responsabili di quello che scrivete? Questo vale certamente per progetti medio-piccoli, per progetti di maggiore importanza sarete voi stessi a cercare la collaborazione di ditte affidabili e con maggiore attrezzatura. Vi porto un esempio, non vi paragono ai dentisti state tranquilli, se io durante il collaudo statico di un fabbricato uso lo sclerometro e riporto i valori rilevati nella relazione di collaudo, nessuno si sognerà mai di contestare questi dati da me ricavati e se qualcuno lo facesse come risposta riceverebbe un pernacchione da guinness dei primati. E così è per voi, lo status giuridico di professionisti lo consente. Nessuna legge, in linea di principio, può limitare l’intelletto umano.
Saluti / Ridolfi