Se posso aggiungere qualcosa ...:
La magnitudo 5.8 che avevo riportato ieri si riferiva a magnitudo locale (Ml, forse a partire da una magnitudo di durata Md) riportata dall'Università di Genova già dopo revisione manuale. Successivamente è stata corretta in 5.5 +- 0.1 (http://www.dipteris.unige.it/geofisica/pg-manual-lista.php).
Sulla relazione tra i due sismi è da escludere che facciano parte della stessa sequenza per almeno due motivi, la distanza (più di 100 km, ricordiamo che la magnitudo è correlabile alle dimensioni della faglia sismogenetica) e il diverso meccanismo focale (quella del 25/01/2012 aveva, se non ricordo male, un meccanismo focale distensivo, o al più trastensivo, http://cnt.rm.ingv.it/data_id/2221246460/map_dmt_review.pdf, mentre quella del 27/01/2012 è stato compressivo, http://cnt.rm.ingv.it/data_id/2221279330/map_dmt_review.pdf). Ciò non vieta che vi possa essere una relazione indiretta del tipo "terremoti innescati a distanza" sul modello di quanto scoperto con il terremoto di Izmit (Turchia) nel 1999, seguito a quello di Duzce, da Kirby, Parsons e Chen Ji, dovuta alla modifica dello stato degli sforzi che avviene intorno alla faglia dopo ogni terremoto.
Il quadro generale potrebbe essere quello noto del sovrascorrimento del blocco appenninico settentrionale sulla microzolla padana, avanposto della microplacca afro - adriatica.

Alessandro Tomaselli, Genova

Ultima modifica di Alessandro Tomaselli; 28/01/2012 10:41.