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 non si aprono le pagine, mi dice: not found come non detto. trovato  grazie
Ultima modifica di CRISANIA; 27/01/2012 17:46.
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come mai c'è cosi disparità riguardo alla magnitudo? Leggo sopra ad es. un 5.8 e nell'ultimo post invece sembra sia stato corretto a 4.9. da cosa dipende?
C'è un link che riporta la mappa delle placche o faglie (scusate l'ignaranza) dove si spiegano questi movimenti?
Le prime localizzazioni, come quella del GFZ sono effettuate automaticamente dai programmi di calcolo che rilevano i terremoti. Successivamente i dati vengono rivisti da operatori ed i parametri cambiano. Per i terremoti profondi può anche dipendere dal tipo di magnitudo: Richter o Locale (Ml), da onde di superficie (Ms) o magnitudo momento (Mw). Un link è stato postato nei giorni scorsi. Altre analisi tecniche a livello divulgativo sono disponibili a questo link Se poi anzichè limitarsi a preoccuparsi dei terremoti volesse anche pre-occuparsene, consiglio questi link: 1 e 2
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INGV dà Ml 5,4 prof circa 60 Km USGS dà M 5,2 prof circa 56 Km
Sandro Cantoni
"...facciamo che noi due siamo i tre moschettieri?..." - (dialogo tra i miei due figli)
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Grazie per la risposta, per quanto riguarda la prevenzione direi che sono abbastanza informata vista la zona da cui provengo, il terremoto l'ho sentito molte volte e avendone timore mi sono sempre informata (sperando di non dovere mai mettere in pratica però ;-) )
vado a leggermi un pò di cose, grazie ancora
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L'INGV di Milano ha reso disponibili le registrazioni accelerometriche del teremoto di Berceto di oggi pomeriggio a questo link. Ho postato qui alcune considerazioni sul toto-terremoto.
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Buonasera, mi trovo nella zona "calda" di questi giorni, tra Parma e Reggio. La mia formazione su geologia e terremoti si limita alla 5a liceo scientifico, quindi scrivo per chiedere qualche chiarimento... Considerati entrambi gli ipocentri così profondi, la scossa di oggi può essere legata a quella di mercoledì e quindi possono considerarsi entrambe parte di una stessa sequenza (sciame?) sismica? Nel caso sia così c'è quindi una maggiore possibilità che vi siano repliche con epicentri in altri punti distanti dagli ultimi ma ricompresi nella stessa "macro" zona?
Grazie
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Buongiorno a lei MeM, per le risposte che richiede, può consultare i link presenti anche in questa sequenza di post. Non rinunci però a chiedere delucidazioni nel caso le rimanessero delle curiosità da approfondire
The road not taken (Robert Frost)
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Se posso aggiungere qualcosa ...: La magnitudo 5.8 che avevo riportato ieri si riferiva a magnitudo locale (Ml, forse a partire da una magnitudo di durata Md) riportata dall'Università di Genova già dopo revisione manuale. Successivamente è stata corretta in 5.5 +- 0.1 ( http://www.dipteris.unige.it/geofisica/pg-manual-lista.php). Sulla relazione tra i due sismi è da escludere che facciano parte della stessa sequenza per almeno due motivi, la distanza (più di 100 km, ricordiamo che la magnitudo è correlabile alle dimensioni della faglia sismogenetica) e il diverso meccanismo focale (quella del 25/01/2012 aveva, se non ricordo male, un meccanismo focale distensivo, o al più trastensivo, http://cnt.rm.ingv.it/data_id/2221246460/map_dmt_review.pdf, mentre quella del 27/01/2012 è stato compressivo, http://cnt.rm.ingv.it/data_id/2221279330/map_dmt_review.pdf). Ciò non vieta che vi possa essere una relazione indiretta del tipo "terremoti innescati a distanza" sul modello di quanto scoperto con il terremoto di Izmit (Turchia) nel 1999, seguito a quello di Duzce, da Kirby, Parsons e Chen Ji, dovuta alla modifica dello stato degli sforzi che avviene intorno alla faglia dopo ogni terremoto. Il quadro generale potrebbe essere quello noto del sovrascorrimento del blocco appenninico settentrionale sulla microzolla padana, avanposto della microplacca afro - adriatica. Alessandro Tomaselli, Genova
Ultima modifica di Alessandro Tomaselli; 28/01/2012 10:41.
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spiegami... gli eventi sono 3? prealpi venete, pianura lombarda e appennino parmense? quello veneto dovrebbe essere compressivo? e elagato a quale faglia? scledense, giudicariense (ramo orzinuovi? o baldo?)
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Si mi riferivo ai sismi del 25 e del 27 (e relative repliche). Non ho seguito molto quelli del veronese e non ho visto il meccanismo focale della scossa principale. Invece sui precedenti rarissimi eventi profondi dei giorni precedenti alla foce del Po ci potrebbe essere lo zampino dello slab crostale alpino. Bisognerebbe guardare una vecchia sezione di sismica a rifrazione di Buness e Giese (1990) che però al momento non trovo. Lo schema dovrebbe essere come quello appenninico settentrionale ma forse più profondo: sovrascorrimento e raddoppio crostale: doppia moho e doppia crosta. Da vedere anche la presentazione di Valensise (2006) in uno dei link postati da Mucciarelli nelle prime pagine.
Alessandro Tomaselli Genova
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