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Originariamente inviato da: michelec
spiegami...
gli eventi sono 3? prealpi venete, pianura lombarda e appennino parmense?
quello veneto dovrebbe essere compressivo? e elagato a quale faglia? scledense, giudicariense (ramo orzinuovi? o baldo?)

Michele, quando ci fu il primo terremoto al largo della foce del Po, pur avendo ipocentro profondo, volli segnalarlo comunque all'attenzione.
Personalmente collego i terremoti nel Veneto ad un sistema che non esclude anche gli altri di questi giorni. E' un pò che mi sono laureata, ma, come imparato dal buon prof di geologia applicata, la faglia schio-vicenza, è una struttura trascorrente orientata ad alto angolo rispetto alla catena Sudalpina orientale. Arriva, dopo circa un centinaio di km, al margine sudorientale dei Colli Euganei, che verosimilmente (per dirla alla Dal Piaz) potrebbe duplicare (e qui chiedo lumi a voi) sommando la probabile continuazione nell'alto Adriatico al di sotto dell'avanfossa nord-appenninica. Riguardo alla linea delle giudicarie, al suo letto "crescono" strutture (NNO-SSE) precedenti al sistema della Valsugana: sono i sovrascorrimenti Mezzocorona-Mendola che rappresentano le propaggini (thrust sudvergenti) del sud-alpino che procedono verso la pianura veneta. Il sistema è bordato appunto, dalla Linea Schio-Vicenza..


The road not taken
(Robert Frost)
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Personalmente ritengo che ci sia una corelazione di tipo tettonico quasi certa per gli eventi sismici nel Reggiano e nel Parmense. Sia la profondità, sia i meccanismi focali danno informazioni, a mio avviso, sul piano di subduzione che schende al di sotto della catena Appenninica immergendo in direzione SE.

Gli eventi avvenuti alla foce del Po, vista la posizione in relazione all'edificio appenninico, possono essere corelati al bulge. Considerando la profondità intorno ai 90-100 km non mi sembrano corelabili con tale modello tettonico. Forse sono più di pertinenza alpina, quindi eventi simici all'interno del piano di Benioff alpino. Bisognerebbe avere a disposizione i meccanismi focali che per quei quattro eventi non sono stati calcolati perchè di basso magnitudo (forse sono stati calcolati ma non vengono pubblicati sui siti).


Ultima modifica di balocchi; 29/01/2012 00:05.

Paolo
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E' apparso sul sito di Repubblica.it un articolo intitolato "Mappe Terremoto da rifare.
La scelta del titolo fa pensare che dopo i terremoti degli scorsi giorni i sismologi si siano accorti improvvisamente di essersi sbagliati, mentre invece i terremoti occorsi erano esattamente del tipo e dell'intensità noti e prevedibili per quella zona.
L'articolo fa poi parecchia confusione terminologica e ci sono anche inesattezze sparse. Ho postato qui un commento dettagliato.


Marco Mucciarelli
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leggendo l'articolo e rilevando anch'io molte nesattezze non mi sono sorpreso di vedere interventi dei "soliti" personaggi che parlano sempre "pro domo sua".
a me è capitato (e purtoppo non è la prima volta ) che un luminare progettista che aveva contribuito alle NTC presentasse un progetto (struttura strategica non adeguabile) senza uno stratto di geologia e geotecnica perchè tanto con il pusch over risolvava tutto e questo la dice lunga non solo sui "giornali" ma anche su un certo mondo accademico


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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buon pomeriggio a tutti voi. Molto interessante questo forum anche per chi, come me, non è "del settore".
E' indubbio che in questi giorni la confusione regni sovrana, e certi titoli di giornale, ma anche certe dichiarazioni di esperti (o almeno sembrano tali), creano solo allarme presso la gente comune. Da profano e per curiosità personale vorrei porvi una domanda, magari banale.
Su cosa è basata l'affermazione (sempre ammesso che sia correttamente riportata) di Domenico Giardini, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) "Non ci sono indicazioni che l'attività nel Nord Italia diminuirà nel prossimo periodo"? O altre che sostengono la probabilità (o possibilità?) che un nuovo e più intenso evento possa riproporsi a breve tra Parma e Reggio?
grazie

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Buon pomeriggio anche a te annare e benvenuto in questo forum.
Non trovo contrastanti le posizioni che riporti. Se ci pensi bene, tenendo fisso questo postulato: "I terremoti non si possono prevedere", sono coerenti entrambe le posizioni.
Non si esclude che possano avvenire perchè l'Italia è tutta a rischio sismico. I sismi (di cui si discute in questo 3d) in realtà potevano essere anche di magnitudo maggiore; in ogni caso, anche se saranno più potenti, solo se gli edifici rispettano le norme (in base alla massima accelerazione attesa), la popolazione che vi abita potrà sentirsi in sicurezza. Questo è il messaggio che io personalmente voglio darti. La conoscenza del territorio e della sua sismicità può salvare più vite di un qualsiasi ciarlatano che asseconda e suggestiona chi si lascia irrazionalmente travolgere dal catastrofismo wink


The road not taken
(Robert Frost)
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grazie pasionaria.
La tua risposta conferma quanto immaginavo: niente di nuovo o strano per chi conosce la materia e, in definitiva, anche per noi cittadini comuni che dobbiamo solo (!)costruirci una coscienza-conoscenza del problema ed esigere l'attenzione che merita.
Solo una riflessione, anche questa banale...dura la vita per i centri storici!
buon lavoro a tutti voi.

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Nessuna considerazione è banale. E' importante capire per scegliere di conseguenza. Anche i centri storici devono adeguarsi: lo dobbiamo pretendere, altrimenti rischiano di spopolarsi più di quanto già lo sono (penso a Venezia, dove sono). wink


The road not taken
(Robert Frost)
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Originariamente inviato da: annare

Su cosa è basata l'affermazione ... "Non ci sono indicazioni che l'attività nel Nord Italia diminuirà nel prossimo periodo"? O altre che sostengono la probabilità (o possibilità?) che un nuovo e più intenso evento possa riproporsi a breve tra Parma e Reggio?


L'affermazione è basata sulla sismicità storica dell'area, che in passato ha proposto periodi di sismicità intensa e concentrata nel tempo, come nel periodo illustrato nella tabella qui sotto (dati dal catalogo CPTI_11 dell'INGV).



Marco Mucciarelli
Università della Basilicata
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grazie anche a lei prof. Mucciarelli.
Tra il serio e il faceto: mi chiedo se esiste un centro storico dove si possa dormir tranquilli in questo paese..mi sa di no!
buon lavoro

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