Prendi uno che s'è trovato a fare il Sindaco per sbaglio. Metti che non sa di essere la prima autorità di protezione civile. Che non sa che una legge di pochi anni fa stabilisce che la p.c. è materia concorrente, che spetta alle Regioni e agli enti locali la competenza primaria e solo quella di indirizzo e sussidiaria allo Stato. Metti che la Regione Lazio della sua amica di braccio teso ha un coso che si chiama Centro funzionale con tanto di radar meteo che dovrebbe fare previsioni in via autonoma pure per lui. Ma poi ci si affida sempre a papà Stato, che ti chiama pure a casa per chiederti hai bisogno? e gli risponde ma va là, semo forti. Poi viene giù quello che si sa, un po' di neve (e non 70 cm, che manco a Isernia), tutto impazzisce come una maionese fatta in casa, o come l'organizzazione comunale ai tempi del fascio littorio, e quello, piccolino, capisce che è in braghe, che si è circondato di imbecilli, che non ha fatto abbastanza spesa di sale e catene al Panorama. Allora impazzisce pure lui e dà la colpa alla protezione civile, cioè in primis a se stesso, e alla manzanca di sale, quello per le strade e quello nella sua zucca, al cielo, alla luna, a diopadre. Si arrampica sugli specchi e invoca divine e terrene giustizie contro chi non lo solleva dal suo incarico, come fece quello che davvero era bravo a farlo sentire un cretino, ma gli dice fai il tuo lavoro, m'hai detto che sei capace da solo e allora mo' datte 'na mossa. E continua, continua, continua a inveire e mentire. E rosica, rosica, rosica dentro, perchè in fondo, anche se si è autoconvinto di avere ragione lui, come ben sapeva fare quello che lì c'è l'ha messo, sa in cuor suo che ha perso la faccia nella neve, e per sempre. Zero in sicurezza, zero in protezione civile. Attendiamo fiduciosi altre prove di immaturità di un Sindaco che qualunque città, questa città, non merita. Vergogna, tristezza e amarezza. Dimissioni, sarebbero l'unica conclusione. Ma siamo pur sempre in Italia, dove chi ha sbagliato dovrebbe dimettersi, non lo fa e scarica dove può la sua ignoranza cosmica, le conseguenze da essa derivanti e le sue dirette responsabilità.
Roberto