Nessuna intrusione ma, in effetti, non conoscendo la sinossi del romanzo-racconto la cosa non è semplice.

Eviterei però sacche di gas e mi concentrerei su un più credibile sfruttamento di (magari) un giacimento di petrolio con qualche particolare jattura come, ad esempio, elementi radiottivi in quantità massiccia. Già l'inquinamento per lo sfruttamento selvaggio di pozzi petroliferi è sufficiente per trasformare nel tempo (e senza esplosioni ma in modo drammatico e spesso catastrofico) tutta la vita di un paese, vedasi quello che è successo a Gela e a Priolo.

A questo punto il geologo salvifico potrebbe essere inserito come consulente/dipendente di una multinazionale e il suo capo potrebbe essere un altro geologo, senza alcun problema. Oppure il tuo protagonista potrebbe essere un geologo professionista che lavora per qualche associazione ambientalista e si trova a fronteggiare il pericolo di una catastrofe nucleare dal sottosuolo in uno schema di contrapposizioni nel quale sono in lotta interessi economici e la pubblica salute come nel romanzo di Ibsen "Un nemico del popolo" calato però nella situazione italiana, magari, attuale o del recente passato.

In ogni caso ben disponibile a dare una mano per qualche consulenza se la storia prendesse la via "petrolifero-ambientale", ovviamente senza alcuna pretesa sui diritti fino alle prime 10.000 copie vendute e un modesto 1% oltre la copia n. 10.001 ;-).

Un augurio di buon lavoro e grazie per averci coinvolto, una volta tanto, in un'iniziativa di una certa creatività e di per se stessa divertente. Ancor più contento se scavando e scavando nelle pieghe del romanzo dovessero trovarsi un paio di riflessioni serie sullo sviluppo sostenibile e sui danni dello sfruttamento selvaggio delle risorse petrolifere.