Sono opere elementari, realizzate con criterio ingegneristico già un centinaio di anni fa (Valentini, 1912).

Il principio di funzionamento è assimilabile a quello di un muro a gravità. La sua funzione è quella di resistere fisicamente (struttura in legno a più livelli legata tramite graffe metalliche e incastri), finchè non viene sostituita nell'effetto stabilizzante dalle piante che vengono fatte crescere al suo interno (tramite talee e/o piante radicate da vivaio).

Questo tipo di struttura, essendo un alternativa ad un'opera a gravità di tipo tradizionale, rende necessarie una serie di verifiche statiche che ne confermino la stabilità nel periodo transitorio, durante il quale non si può fare affidamento sul contributo delle piante stesse.
Le verifiche di stabilità possono essere condotte, considerando anche le loro evoluzioni temporali (Preti e Cantini, 2002).

Essenzialmente il dimensionamento è riconducibile a problemi di equilibrio di forze in condizioni statiche, dove il manufatto è considerato come un corpo un rigido indeformabile.
Le azioni stabilizzanti sono date dal peso della struttura (legname, materiale sciolto di riempimento, e materiale sciolto di copertura) e dalle caratteristiche di resistenza al taglio dei terreni, mentre le azioni destabilizzanti sono legate alla spinta delle terre lungo pendio e dall'eventuale spinta idrostatica e all'azione sismica.
Inoltre occorre tenere in considerazione anche le azioni interne, procedendo alla verifica a flessione dei correnti interni e alla verifica al taglio dei correnti in prossimità delle chiodature.La prima permette di dimensionare il diametro dei correnti interni e l’interasse tra i traversi in maniera che gli elementi longitudinali non cedano a causa delle sollecitazioni di flessione prodotte dalla spinta del terreno retrostante, la seconda riguarda il corretto dimensionamento della sezione dei correnti in modo che resistano opportunamente alle sollecitazioni di taglio in prossimità dei vincoli, ovvero delle chiodature corrente-traverso.


Per una verifica rigorosa potrai fare riferimento allo:
- “Schema di calcolo di una palificata viva “ (Cornelini, Zoccoli, 1995);

Per un dimensionamento speditivo ti consiglio:
- F.Morra "IL DIMENSIONAMENTO SPEDITIVO DELLE PALIFICATE IN PARETE DOPPIA"

Esistono ormai da diversi anni numerose pubblicazioni e testi inerenti tali opere, in particolare valuta attentamente i casi di insuccesso e gli accorgimenti necessari per evitarli/limitarli...


dai un'cchiata inoltre al software EcoGrib per il dimensionamento speditivo di palificate vive e al suo manuale che potrai trovare qui in versione DEMO: http://www.inverde.it/ecocrib.html


I tre grandi stupidi del mondo: Gesù Cristo, Don Chisciotte, e io.
Simon Bolívar