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Grazie a tutti per le risposte, continuo a essere un pò indeciso, anche se la bilancia inizia a pendere per il Bangladesh. Mi hanno mandato altre notizie precisando meglio il tipo di lavoro, inutile dire che sarebbe un'esperienza eccezionale sia dal punto di vista geologico sia umano e personale. So che di questi tempi può suscitare quasi rabbia il mio dilemma tra due offerte di lavoro simili, il guaio è che sono sempre stato terrorizzato da iniezioni, vaccini, possibili reazioni allergiche, dissenterie tropicali, malattie varie, etc. Ho letto perfino che ci sono le zanzare che trasmettono il dengue, una malattia incurabile e mortale di cui non esiste vaccino! Cmq sto cercando informazioni mediche più attendibili e sto cercando di superare le mie paure. Per quanto riguarda la questione economica sarei pagato in thai bath (moneta corrente in thailandia dove ha sede l'istituto centrale), pagano l'equivalente di 1300 euro mensili (che in quei posti equivalgono a un piccolo capitale!) più assicurazione medica a loro carico, biglietti aerei spesati da loro etc. Sulle tasse mi hanno scritto testualmente "ADPC is responsible for paying Thai income tax on your income (including salary, child education allowance, and relocation allowance, etc) received from ADPC". Insomma, credo che l'aspetto economico sia conveniente, del resto è l'ultimo dei problemi che mi sto ponendo. Se qualcuno ha esperienze di vaccini e malattie nel sud est asiatico mi faccia sapere, di nuovo grazie!
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Gent.mo Forren, nella scelta Bangladesh, ci sono tre aspetti da considerare: quello economico, quello sanitario, quello culturale/professionale. 1) Se il compenso mensile equivale a €1300 e tu lo stimi conveniente (visto il basso costo della vita), prospetti l'evenienza di rimanervi per sempre, poichè sarebbe solo lì la convenienza. Che somma ti rimarrebbe se tu volessi tornare? Dovresti pagare il contributo pensionistico...ma a chi? Ci sono convenzioni tra epap e istituto "X" di previdenza locale? 2) Il nostro sistema immunitario è molto più debole di quello della popolazione locale, abituata a bere un'acqua potabile che non lo è per noi. Non sono una schifiltosa, ma dover prestare mille attenzioni per operazioni normali di vita quotidiana, mi innervosirebbe e non poco. 3) La crescita culturale/professionale è il vero punto di forza di questa proposta, ma per nulla al mondo l'anteporrei a quanto sopra. PS Spero che tu abbia lì il collegamento web, come faremo senza di te qui nel geoforum?
The road not taken (Robert Frost)
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Gent.mo Forren, nella scelta Bangladesh, ci sono tre aspetti da considerare: quello economico, quello sanitario, quello culturale/professionale. 1) Se il compenso mensile equivale a €1300 e tu lo stimi conveniente (visto il basso costo della vita), prospetti l'evenienza di rimanervi per sempre, poichè sarebbe solo lì la convenienza. Che somma ti rimarrebbe se tu volessi tornare? Dovresti pagare il contributo pensionistico...ma a chi? Ci sono convenzioni tra epap e istituto "X" di previdenza locale? 2) Il nostro sistema immunitario è molto più debole di quello della popolazione locale, abituata a bere un'acqua potabile che non lo è per noi. Non sono una schifiltosa, ma dover prestare mille attenzioni per operazioni normali di vita quotidiana, mi innervosirebbe e non poco. 3) La crescita culturale/professionale è il vero punto di forza di questa proposta, ma per nulla al mondo l'anteporrei a quanto sopra. PS Spero che tu abbia lì il collegamento web, come faremo senza di te qui nel geoforum? Grazie per gli spunti di riflessione, cmq, ad essere sincero, l'aspetto economico è davvero quello che meno mi preoccupa. Non ho idea di quanto riuscirei a mettere da parte né se potrei versare contributi pensionistici, sarò un'idealista ma a me interessa semplicemente potermi mantenere lì in modo agiato (o meglio semplicemente secondo semplici standards occidentali, senza finire in qualche slums!). Quanto alla situazione sanitaria sì, mi preoccupo, tuttavia sto prendendo tante di quelle informazioni su internet che tra poco divento un infettivologo! Mi hanno appena risposto dalla thailandia assicurandomi che Dakha, almeno nelle zone residenziali, non presenta troppi rischi, basta bere solo acqua minerale e comprare cibi confezionati, oppure cuocerli bene. Ci vorrà un bello spirito di adattamento ma in confronto all'esperienza che posso trarne ne vale sicuramente la pena. Per quanto riguarda Internet figurati, dovrò lavorare essenzialmente al pc, creando mappe di rischio sismico e idrogeologico, e di tanto in tanto pianificando indagini geologico e geofisiche. La connessione ce l'avranno di sicuro, l'ufficio è nella zona dove sono concentrate tutte le principali ambasciate occidentali, incluso quella italiana!
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In bocca al lupo, allora!
The road not taken (Robert Frost)
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Grazie, cmq giacchè abbiamo toccato il lato economico, vorrei chiedere a te e ad eventuali altri colleghi che hanno lavorato all'estero: ma in tali casi, occorre aprire un conto bancario nel paese dove si lavora? E se si dispone già di un conto in Italia (ad es. bancoposta) è possibile poi trasferire almeno parte del proprio stipendio da un conto estero a uno italiano? (Sono un totale ignorante in questioni bancarie e finanziarie). Non è mia intenzione arricchirmi, anzi, in un posto simile farei anche donazioni di beneficienza, però magari un pò di soldi a fine mese vorrei anche mettermeli da parte per il rientro. Ah, e un'altra questione che mi sovviene ora: con l'iscrizione all'ordine cosa conviene fare? Proprio in questi giorni dovrei fare il primo rinnovo, è possibile sospenderla? O mi conviene annullarla? O pagare lo stesso per non dover poi ripetere l'iscrizione di nuovo???
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Ciao Forren
un piccolo contributo. Per poter pagare le tasse all'estero (e quindi guadagnarci qualcosa) devi prima di tutto verificare se esiste un accordo per evitare la doppia imposizione tra Italia e Bangladesh. Usualmente questi accordi prevedono che tu prenda la residenza nel paese in cui lavori (iscrivendoti contestualmente all'AIRES, che sarebbe l'anagrafe degli italiani residenti all'estero), e garantendo al tua permanenza all'estero per più di 2/3 dell'anno solare. in questo caso,dimostrando che paghi le imposte in Bangladesh (impossibile che sia meno conveniente che in Italia), puoi metterti in tasca una percentuale decente del tuo stipendio. Non ti suggerisco comunque di cancellarti dall'Albo/EPAP. Le malattie tropicali sono una cosa seria, ma un'adeguata serie di vaccini ti mette in salvo da tanti problemi. La Dengue la puoi trovare in tanti luoghi turistici (a Rio de Janeiro per dirne una), o in Saudi (dove mi trovo io) e ti garantisco che con un minimo di attenzione...
Ultima modifica di Granit; 12/02/2012 15:49.
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...usando insetticidi, e/o repellenti, il problema è pressochè risolto (....tocco ferro).
Il motivo principale per cui dovresti tentare quest'avventura è però il prezioso bagaglio di esperienza professionale, ma anche umana che puoi maturare in un contesto lavorativo internazionale.
Cheers G
Ultima modifica di Granit; 12/02/2012 15:47.
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Grazie dei consigli, ma a che mi serve continuare a pagare le tasse per l'albo dei geologi?
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Forren
A maturare anzianità contibutiva con l'EPAP. Altrimenti versi i fondi alla gestione separata INPS (=legnata). Saluti G
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Forren
A maturare anzianità contibutiva con l'EPAP. Altrimenti versi i fondi alla gestione separata INPS (=legnata). Saluti G Grazie di nuovo, e scusa l'ignoranza (di lavori come libero professionista ne ho fatti solo due), ma la sola iscrizione all'albo consente di maturare contributi pensionistici? In Bangladesh farò capo a un centro di ricerche di Bangkok che opera in tutto il sud-est asiatico, ma ai fini contributivi di una pensione in Italia come posso far valere tale lavoro?
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