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per Omnia IS, mio caro dottore, innanzitutto una corretta valutazione della categoria di suolo va fatta solo attraverso valori di velocità delle onde sismiche di taglio. L’effettuazione di un sondaggio a 30 m (come la valutazione di VS30 richiede) con prove SPT sufficientemente frequenti, può non solo risultare eccessivamente oneroso, ma spesso può non essere realizzabile o fuorviante in relazione alla natura ed alla granulometria del deposito. Un esempio: i depositi ghiaiosi ciottolosi forniscono in genere valori di NSPT>50 solo perché la prova va a rifiuto negli elementi grossolani, ma non per l’effettivo addensamento del materiale. Tali depositi sono invece proprio i più pericolosi, in quanto, essendo caratterizzati da velocità delle onde di taglio VS dell’ordine di 350-400 m/sec e da spessori consistenti, sono responsabili dei fenomeni amplificativi che hanno determinato le conseguenze più gravi. Inoltre spero che in futuro si superi anche il superficiale concetto di categoria di suolo per passare ad una microzonazione seria localizzata ad ogni opera e basata soprattutto su indagini sismiche.
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