Palmar e Stuart (1957) hanno introdotto l’impiego della una punta conica, in sostituzione del Raymond, quando le prove sono eseguite in formazioni contenenti ghiaia e ciottoli, ma ricordo che Thorburn (1986) ha dimostrato che nei terreni a grana grossa, l’impiego della punta conica comporta un aumento della resistenza alla penetrazione anche fino al 100%.
Nelle prove SPT, prove con penetrazione per spostamento, ha senso quindi analizzare la resistenza al taglio, la deformazione e i parametri di confinamento del materiale, se i singoli elementi di quest’ultimo (clasti) sono di dimensioni prossime a quelle della punta/campionatore (ovvero dalle ghiaie grosse in su)?
Inoltre (per il dr. McCoy di Star Trek) in materiali alluvionali cementati, come i conglomerati, ha senso fare valutazioni qualitative di qualsiasi tipo con prove SPT, anche a punta chiusa, sapendo che andrà a naso (sulla base del campione estratto in precedenza) a rifiuto?
Inoltre ricordo che diversi autori in letteratura consigliano di ricavare nei terreni a grana grossa l'angolo di attrito al picco non in modo diretto da NSPT…..in quanto l’angolo d’attrito di picco non è una proprietà del materiale, ma un parametro che dipende dallo stato in cui si trova il materiale (cresce all'aumentare della dilatanza e che quest’ultima dipende dallo stato di addensamento e dal livello tensionale).
Attenzione inoltre con l’uso di correlazioni che forniscono le caratteristiche di deformabilità (moduli elastici) perché si fondano sul presupposto che esistano valori caratteristici del rapporto tra la resistenza e la rigidezza di un materiale, mentre in realtà questi sono due parametri meccanici del tutto indipendenti. Hanno quindi validità limitata a particolari classi di materiali.