Utilizzo questo thread per una situazione da risolvere che vado a descrivere: in un cantiere in cui verrà riutilizzata una parte delle terre da scavo ivi prodotte non c'è spazio per lo stoccaggio temporaneo delle medesime (non c'è neanche la possibilità di allargare la zona di cantiere). Sarebbe invece disponibile un terreno a 100 m di distanza, sempre di proprietà dell'impresa ma non adiacente all'area di cantiere.
Fermo restando che sono consapevole che le terre possono uscire dal cantiere solo in due modi:
1) escluse dal regime di rifiuto ai sensi dell'art. 186 del d.lgs 152/06 e ss.mm.ii. per andare al sito di ricevimento ed utilizzo;
2) col formulario in discarica;
la domanda è questa: sarebbe possibile percorrere una terza via, e cioè cantierare anche il terreno vicino (ma non adiacente) al cantiere, definendolo come sito funzionale allo sviluppo del cantiere e stoccare le trds nel sito facendole uscire non come trds ai sensi del 186 ma come materiale di cantiere (alla stregua di altro materiale da costruzione) registrando i loro movimenti su appositi registri di cantiere?
So che questa (eventuale) soluzione è (molto) più che una forzatura ma è quanto di meglio è stato 'partorito' durante un incontro con la forestale (il suggerimento ad esplorare la possibilità di percorrere questa via è arrivato da loro) per evitare che terre che potrebbero essere riutilizzate in cantiere vadano in discarica.
Attendo suggerimenti magari da chi si è già trovato ad affrontare una situazione del genere.