Benissimo mago, una rapida discussione sul caso dell'Aquila e poi passiamo a Rimini.
Nel caso dell'AQ è evidente uno scostamento piuttosto grande tra i valori modali, e quelli della ZS9.
Il valore modale di riferimento della M potrebbe essere adottato pari a 5.5, il massimo del range corrispondente alla moda.
Notiamo però che la funzione di probabiulità più che un picco accentuato esibisce un plateau, poichè nell'intervallo M= 5.5-6.0 si ha una probabilità di occorrenza del 19%, praticamente uguale al 19.5% del precedente intervallo.
Se adottiamo pertanto la mediana dell'intervallo, il valore M=5.75, saremo in regione di cautela senza essere eccessivamente pessimistici. Questo valore coincide tra l'altro con la media indicata dall'esse1.
Un ulteriore grado di cautela potrebbe essere conseguito adottato l'upper bound dell'intervallo, pari a M=6.
Adesso, circa i valori ZS9, ne abbiamo 3. Il ZS9 massimo, 7.06, si inserisce oltre al 92° percentile circa della funzione di probabilità di occorrenza di una data magnitudo. Il lower bound della ZS9, 6.7, ha una probabilità di occorrenza del 16.7%, che non è molto inferiore al 19% di precedenti valori.
Probabilmente la decisione, invece che in termini di moda e media o massimo ZS9, andrebbe presa in termini di percentili, non indicati nella tabella esse1 ma facilmente ottenibili sommando i valori delle celle.
Ossia, il terremoto di scenario, in termini di stima cautelativa, adottando la logica degli eurocodici, potrebbe essere un valore non minore del 75° percentile (norme ISO) o addirittura del 90° o 95° percentile.
In questa ottica, i valori che si avvicinano di più a tali percentili sarebbero, nel caso dell'Aquila, il lower bound della tabella ZS9, ossia M=6.7
arriviamo alle stesse conclusioni di Crespellani e Facciorusso, ma in maniera ragionata dal punto di vista delle norme sul rischio.
Certamente, se adottassi un valore di 6.5 o pari a 6.0 rimarrei sempre cautelativo. Al limite potrei invocare le ISO 12491 ed adottare come valore cautelativo il 75° percentile, corrispondente all'intervallo 6.0-6.5 con valore finale di magnitudo attesa 6.25 o 6.50 e non credo che riceverei tante obiezioni.
Un ulteriore aspetto da ricordare è che la curve di riferimento della liquefazione contiene già un elemento probabilistico se FS=1.
Ossia si tratta di uan stima all'80% percentile.
Andare pertanto più in basso del 75° percentile nei grafici di disaggregazione potrebbe risultare in una stima troppo ottimistica, sempre nell'ottica della stima cautelativa ex eurocodici.
In sintesi: pur essendo rigorosamente vero che il terremoto con maggiore probabilità di occorrenza corrisponde a quello modale, adottare tale valore modale come terremoto di scenario dal punto di vista della stima semiprobabilistica agli stati limite risulta in un valore troppo cautelativo, così pure la media. A partire dal 75° percentile possiamo affermare di essere sufficientemente cautelativi, mentre il 90-95° percentile corrisponde ai valori ZS9 in questo caso, vedremo negli altri.
Adesso vorrei sentire i vostri pareri su questo ragionamento, che ho scritto di getto,seguendo l'ispirazione del momento, prima di applicarlo al caso di Rimini...