Una precisazione indispensabile: Il fattore distanza, che è parte integrante del concetto di disaggregazione, non è stato considerato nelle precedenti analisi.

Nel caso dell'Aquila, il sisma di scenario, secondo l'originale concetto del deliverable, sarebbe quello che avviene a distanza ravvicinata dal nodo (0-10 km) e con magnitudo sita nell'intervallo tra 5.0 e 5.5 (probabilità 17.2 %).

Ora, ai fini dell'analisi della liquefazione, ad esempio, appare più corretto considerare tutti gli intervalli di distanza (da qui la sommatoria) poichè a noi interessa l'effetto, la magnitudo, poco importa ai fini pratici se la sorgente si trovi vicina o lontana.

Mi rendo conto che questo ragionamento non coincide con quello del deliverable, ma la logica applicativa mi sembra chiara. Gli studi di disaggregazione ci darebbero qualcosa in più, la distanza dal nodo del sisma con maggiore probabilità di occorrenza per ogni fascia di magnitudo, ma ai fini pratici questa distanza non sarebbe di utilità alcuna nei calcoli, poichè il modello non considera mi sembra gli effetti epicentrali.



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)