Quote:
2- siccome i vari %ili della disaggregazione non sono riferiti ad una distribuzione casuale di quantità discrete assolute, ma tengono in considerazone (di cella in cella) anche il contributo in funzione della distanza (hanno una connotazione qualitativa/peso), da profano, nell'ottica del punto (1) non so se può essere corretto fare una mera somma dei percentili, tant'è che per la media concorrono fattori locali e regionali e si dice (nel D14) non essere uno scenario "reale".


Se ci riferiamo alla verifica della liquefazione, cosa ci interessa nella pratica? Ottenere un parametro di input M da inserire nelle relazioni suggerite dai vari autori.

Ora, in un dato luogo, appare ininfluente la distanza dalla quale proviene il sisma e la relativa probabilità di occorrenza. In un dato luogo (nodo del reticolo), quello che ci interessa in questo caso è lo scuotimento stimato (M), da qualunque distanza esso arrivi. L'effetto infatti, in termini di intensità, è lo stesso.
Per cui la procedura corretta apapre essere una riaggregazione dei valori delle distanze (la sommatoria colonna per colonna), ottenendo una probabilità complessiva di occorrenza di un determinato intervallo di M in quel nodo.

Potremmo dire che, in questo caso, il grafico di disaggregazione ha un elevato valore scientifico ma è ridondante dal punto di vista tecnico, poichè a noi interessa solo la funzione di distribuzione univariata delle magnitudo.

Non se se il discorso è chiaro.
Mentre in altre verifiche la distanza potrebbe essere influente, variando le caratteristiche di frequenza ad esempio del sisma, ma a questo punto dovremmo chiaramente individuare i singoli casi specifici di verifica.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)