Caro Marco,
anch'io ho percorso la Tua strada solo che ho iniziato nel 1963 quando non c'era la geotecnica ed un minimo di attrezzatura professionale ed il nostro parere era richiesto, giusto per accontantarci, solo per lo svincolo idrogeologico !
Mi resi conto che con il solo escavatore si poteva fare ben poco così nel 1966 comperai la geoelettrica, nel 68 mi feci fare un penetrometrino dinamico leggero azionato a mano ( un lavoro da forzati della Cayenna), nel 1969 mi feci fare uno statico da 10 ton, nel 73 comperai un sismografo a rifrazione (era il terzo sismografo per usi civili che arrivava in Italia ,il Bison, e costava esattamente la metà di quanto costasse un appartamentino arredato sulla riviera ferrarese.
Poi mi prese un accidente e mi furono letteralmente rubati i clienti da un "collega" imprenditore che avevo chiamato per fare le prove penetrometriche statiche con il seguente sistema: non si faceva pagare le relazioni geotecniche che consistevano in una paginetta (una) in cui diceva che la portanza del terreno era pari a 1/10 della RP, e questo anche per palazzi di 6-7 piani .
Una volta ripresomi dall'infarto (nell'80 le cure erano molto diverse di quelle attuali) ricominciai da capo senza attrezzatura utilizzando un amico collega imprenditore, veramente amico, dal comportamento ineceppibile ( una rarissima mosca bianca anche lui ora in difficoltà con la nuova normativa) riconquistando terreno .
Cinque anni fa nuovo disastro perchè fui stroncato da un intervento per un tumore maligno.
Adesso a 68 anni faccio la professione sempre senza attrezzzatura ma constato come mi si riducono progressivamente ed inesorabilmente gli spazi.
Tutto questo per dire che un minimo d'attrezzatura professionale è assolutamente indispensabile come del resto hanno tutte le altre professioni tecniche solo che per utilizzarle nei nostri casi ci vuole una tenacia ed una determinazione che nasce da una grande passione oltre che da una profonda competenza che il dipendente non geologo non avrà mai.
Negli anni che feci il pubblico dipendente ed ero addetto ai pronti interventi ed ai consolidamenti abitati ho avuto modo di vedere come funzionano le imprese del nostro settore quando sul campo non c' è il titolare dotato di quella passione indomabile che Tu hai ricordato e che nei casi più impegnativi è assolutamente indispensabile !!
Felicitazioni per come hai operato, spero poterTi incontrare di persona per felicitarmi con TE.
Sarà perchè sono vecchio e stanco e quindi predisposto al pessimismo, ma temo proprio cha se non ci si dà una mossa energica si rischi di veramente una catastrofe per la NOSTRA PROFESSiONE.
RICORDIAMOCI SEMPRE CHE NOI ESERCITIAMO UNA PROFESSIONE CHE HA RICHIESTO UNA LAUERA E CHE E'DOTATA DI DEONTOLOGIA, DI STORIA, DI TRADIZIONE ACQUISITA IN ANNI DI LOTTE CONTRO TUTTI E CONTRO TUTTI .
GLI "IMPRESARI" FANNO UN MESTIERE CHE CHIUNQUE PUO' FARE (BASTA CHE ABBIANO I SOLDI, SEMMAI VINTI AL TOTOCALCIO).
Antonio