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Ciao a tutti, vi scrivo per togliermi un dubbio sulla seguente questione (sono della Regione Puglia). Ho un cliente che ha presentato alla Regione domanda di sanatoria di un pozzo abusivo che utilizza per uso irriguo per un piccolo fondo. Il funzionarioo della Regione ha già provveduto al sopralluogo ed alla installazione del limitatore ad 1 litro al secondo con limite di prelievo di 350 metri cubi all'anno. A questo punto si è rivolto a me per farmi redigere la relazione idrogeologica. Ora qui intervenite voi a darmi aiuto se potete perchè ho le seguenti perplessità. 1) La stratigrafia del sondaggio non è possibile ricostrirla direttamente perchè ovviamente è stata fatta in maniera abusiva e la ditta specializzata ha provveduto anni fa a rimuovere tuttto il cutting della perforazione. 2) Il pozzo è situato in una zona costiera soggetta ad intrusione marina e temo che le analisi chimiche sulle quali dovrò redigere la relazione idrogeologica forniscano valori di salinità superiori ad 1,5 grammi/litro imposti dalla normativa regionale. La lettera inviata dalla regione dice che per completare l'istanza è necessaria una "relazione idrogeologica a firma di geologo abilitato con particolare riferimento alle potenzialità ed alla QUALITA' della falda ed a quanto disposto dal punto L del DM 11 MARZO 1988 n. 47." 3) Il pozzo è situato a poche centinaia di metri dalla discarica comunale. Il primo punto lo potrei superare (ma datemi conferma) dato che ho alcune stratigrafie affidabili (di enti publlici) nelle vicinanze ma non saranno mai le stratigrafie del pozzo del cliente. Voi come la vedete? Si è andata ad incasinare questa persona autodenunciandosi oppure i condoni/sanatorie prescindono dalle situazioni di incompatibilità del sito, ad esempio per ragioni di cassa degli enti locali? Grazie e buon weekend.
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