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Cari colleghi,
bello l’esempio fatto sul caso di Ferrara. La realtà dei fatti è che quei prezzi non li vedi nemmeno con P.A. Io sono ritenuto tra i più cari della mia città e per questo ho molti chilometri sotto il sedere perchè arrivo a far casette anche a centinaia di chilometri, poi il vero lavoro di geomeccanica lo faccio ovunque....molto al sud comunque.
Relativamente a certi settori, dalle mie parti i prezzi sono influenzati dai geologi che si tengono sui 350-500 per casetta (indistintamente da grandezza, sito etc...un tanto al chilo o meglio un tanto a bestia).
Qui anche gente interna all’ordine mantiene prezzi stracciati facendo concorrenza slealissima (ricordo il caso della pubblicità di rel geol. e prove a 500 euro), me ne avrei altri più interessanti.....
Di fatto il problema è che non c’è un vero interesse condiviso nell’organizzarci (l’ordine è l’organizzazione dei geologi), non c’è un vero interesse forse anche perchè (per fortuna o purtroppo), la situazione non è così grave come descritta in questo post. Io me la passo meglio di quanto segnalato nell’articolo postato poco sopra, eppure guadagno molto meno dei miei colleghi locali che frequento. Certo ho anche cari amici che se la passano come me o peggio, ma credo sia la norma di ogni categoria.
Ovviamente intendo dire che non a tutti va così male...(relativamenet al periodo di crisi ben si intenda) e non credo comunque che tutti quelli che hanno buon giro appartengano alla schiera dei furbetti.
Di fatto la concorrenza sleale rovina principalmente un certo mercato legato alle piccole opere, ma non quello di opere di un certo rilievo dove, almeno in fase esecutiva, vogliono persone realmente preparate e pagano per averle. Su questo punto chiedo aiuto suggerimento a Michele che non conosco personalmente, ma dai suoi post e da voci di corridoio emerge come persona molto equilibrata e matura e ha visto tanta acqua passare sotto i ponti. Ovviamente la crisi colpisce comunque anche questo settore.
Personalmente ritengo che l’ordine professionale debba avere un ruolo attivo e presente sulla gestione dei suoi iscritti, ricercando e mantenendo un certo rigore professionale. Altrimenti non ne vedo alcuna utilità!
Penso anche che leggi sui tariffari minimi o meno, la nostra associazione (ordine) si possa dare delle regole interne sulle tariffe, creando di fatto una lobby che ci tuteli.
Per concludere questa macedonia di concetti espressi, potrebbe essere cosa realistica spedire a tutti gli iscritti un questionario nel quale vi siano domande utili a comprendere il reale volere dei geologi a riguardo dei tariffari. Da questo potrebbero seguire azioni suggerite dal questionario stesso.
Proviamo a metter giù due righe sui contenuti delle domande:
0 - che ruolo ti aspetti dall’ordine professionale?
1 - Ritenete di ottenere prezzi congrui nella vostra professione?
2 - I colleghi con i quali vi confrontate applicano prezzi congrui?
3 - Se no quali dovrebbero essere le azioni da promuovere mediante l’ordine?
4 - In caso di preventivi multipli richiesti dalla P.A. sarebbe cosa utile farli valutare da una commissione dell’ordine? (solo a livello economico senza entrare nel merito tecnico, dato che ognuno agisce in scienza e coscienza).

Ho scritto due scemenze di primo getto (non sparate sul pianista), ma strutturando bene il questionario si avrebbe un più chiaro stato di fatto della professione sul quale ragionare realisticamente.
Uniti possiamo fare molto, questo è il messaggio che voglio passare....

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Comunque rileggendo l’articolo in cui si riportano i redditi delle varie professioni è ben evidente il nero che c’è dietro! Davvero mi fa ridere.....io non faccio nero per credo personale e so quanto lavoro e quanto guadagno. Vedere che alcune professioni che frequento comunemente hanno redditi medi così bassi mi fa veramente ridere. Ci stiamo tutti prendendo in giro! altro che crisi!
Scusate lo sfogo! salute

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sai come eliminare le RELAZIONI A COSTO 0 EURO e quindi ricostruire la dignità della professione? ELIMINANDO L'OBBLIGATORIETÀ DI QUESTE PRESTAZIONI!!!

Se la concorrenza è sleale e il prodotto geologico di scarsissima qualità ed utilità, e quindi anche chi lo redige di scarso livello professionale, dobbiamo avere il coraggio di eliminare l'obbligatorietà di queti documenti. Non ho neanche timore che questo provvedimento ci tolga da vivere, perchè non si vive con quelle cifre!!!


your neighbour
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Il mio punto di vista (ovviamente parzialissimo) è che abbiamo problemi dall'esterno e dall'interno: nel primo caso sono convinto che il nostro lavoro è sottovalutato, per cui si è costretti a lavorare a prezzi decisamente incompatibili (penso che pochi colleghi si rendano conto di quello che EFFETTIVAMENTE gli rimane in tasca a fine anno). A questo si aggiunge poi il problema sempre più pesante del recupero dei crediti: il lavoro ci sarebbe pure ma prendere i soldi diventa uno sforzo ulteriore, che andrebbe monetizzato: tant'è che molti colleghi sono costretti a rivolgersi ad avvocati o ad agenzie di recupero crediti.
Tra i problemi interni abbiamo la concorrenza sleale (fatta da chi svende la professione perché evade, altrimenti ci troveremmo di fronte a tanti benefattori, o perché vende fumo) e dalla poca lungimiranza dei colleghi, che guardano solo al proprio orticello, senza un minimo di prospettiva.
Il tutto è ingigantito dalla crisi attuale e da quella del settore edilizio, ma anche qui dovremmo capire che non possiamo pretendere di campare sempre sulla geologia applicata alle costruzioni, di consumare all'infinito il territorio.

Queste cose le ho realizzate qualche anno fa, quando mi sono reso conto che dipendevo dagli incarichi che l'ingegnere o il geometra amico mi procurava, relativi sempre più spesso alla costruzione di pseudo-annessi agricoli (che poi diventano magicamente dei villini) che stano deturpando le nostre campagne. Oramai anche questo mercato, come mi aspettavo, è bello che esaurito. Il settore geofisico (in primo luogo ricerche d'acqua) invece soffriva delle sempre minori richieste da parte del pubblico e del privato.

Fatto sta che ho dedicato tutte le mie energie nel procurarmi una situazione alternativa ed ora ho chiuso la partita IVA, iniziando un'esperienza come dipendente di una ditta geofisica.

E' ovvio quindi che la mia visione sulla libera professione è decisamente pessimistica, ma penso che si può sperare di uscirne fuori in un solo modo: imponendo un rigoroso controllo a valle dei nostri lavori. E' spiacevole, ma temo che non ci sia alternativa.
Lo so che la maggioranza dei colleghi vede questo come un sopruso, un'invadenza da parte di chi dovrebbe controllare, ma la mia attuale attività mi ha confermato che il problema è semplicemente uno: il nostro committente spesso non è in grado di valutare la qualità del nostro lavoro, per cui l'hanno sempre vinta i colleghi che si svendono. Infatti adesso lavoro per una ditta che elabora dati geofisici raccolti da prospezioni aeree, non siamo molti nel mondo. Allora mi sono chiesto:"Ma chi fissa qui le parcelle ? Come hanno fatto a regolamentare il mercato ?" E' ovvio che anche qui ci sono i venditori di fumo, eccome !, ma la differenza sta nel fatto che i nosri committenti sono o un servizio geologico nazionale o una grossa compagnia mineraria, che hanno la capacità di distinguere il lavoro fatto bene (e che ovviamente costa di più) dalla monnezza, perché ci sono colleghi che sono in grado di valutare. Basterebbe quindi trasferire al lavoro professionale questo concetto per migliorare la situazione e in tale prospettiva, penso che l'attuale CNG si stia invece muovendo nella giusta direzione: prima che siano altri a valutare il nostro lavoro, perché non ce la sbrighiamo fra colleghi ?
Su come poi organizzare quseto tipo di controllo va ragionato con estrema cautela, evitando soprusi, ma temo che sia l'unica strada percorribile se si vuole che la libera professione sopravviva

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Originariamente inviato da: grannisi

Ricordo... come ricordo anche che la maggior parte dei colleghi si introiettarono tale convenzione, come all'epoca anche il CNG diede un parere negativo sull'argomento, supportato da pareri giuridico-legali... e quanti lavori ho perso appena accennavo alla convenzione scritta.. mad
Sono convinto anch'io che la tua proposta sia una strada giusta da percorrere, ma in mancanza di un'appiglio normativo la strada è tutta in salita...già non si rispettano le norme in vigore, immagina in mancanza di queste... pensa che nelle riforme degli ordini era prevista l'obbligatorietà del contratto scritto, ma poichè agli avvocati non andava giù è stata tolta ... il che la dice lunga sul peso politico della categoria...
Alla tua proposta aggiungerei che il rilascio dell'autorizzazione da parte dell'ente sia subordinata all'effettivo pagamento delle prestazioni professionali, previa liberatoria da parte del professionista/i incaricati... quindi sensa "scomodare" AdE, GdF ecc..ecc...


I tempi, per quanto grami, sono cambiati. Almeno in apparenza l'evasore non è più una figura apprezzata e invidiata anche da chi ci governa.
Sul fatto della norma di legge, basterebbe per ora una delibera del CNG (vedi APC) che imponesse l'obbligo della Convenzione. Se poi questo atto fosse condiviso anche dalle altre professioni tecniche (ing, arch e geometri), allora anche per le piccole opere (privati), su cui si basa una discreta aliquota del reddito professionale, si potrebbe, in un periodo non breve, iniziare a discutere su un cambiamento culturale che riguarda tutti, anche noi come consumatori, sulla scelta delle prestazioni per qualità non solo economica.

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non sono d'accordo ne con Antonio ne con geomuti.
In un momento di "liberalizzazioni" pseudo ed apparenti in realtà, si vuole vincolare ancora di più la professione. da una parte con convenzioni obbligatorie, dall'altra con controlli a valle. A mio parere abbiamo geologi nella pubblica amministrazione e, pochi, in politica, che non sono all'altezza di capire cosa serve e in che modo chiedere per ogni tipologia di opera. Si chiede tutto per tutto, basta chiedere e la coscienza dell'amministrazione è a posto. Ma che gli frega, loro son a posto, ma spesso ridicoli.

Controlli , controlli, legacci e pastoie burocratiche, ma è questa la strada ?


your neighbour
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Ho letto tutti i post e mi è venuto lo sconforto più TOTALE! Help me help me... basta ............Quanto pessimismo!!!!

Ultima modifica di Galileo; 29/03/2012 15:52.

Fuggire la realtà non rappresenta una soluzione.
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non devi frequentare questi 3D sono il solito piagnisteo


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Io stra-quoto Antonio!
Dobiamo guardarci in casa...Senza rigorosi controlli eseguiti da tecnici competenti in materia(quindi io ritengo solo ed esclusivamente altri geologi), nei vari uffici del genio civile o di altri organi "competenti" passa qualsiasi cosa sotto il nome di Relazione geologica. Lavori di pessima fattura, prove eseguite in lotti limitrofi (?) neanche allegate, indagini sismiche che evidenziano si e no i primi 5 metri di spessore. Ovvio che chiunque può fare prezzi stracciati se poi non deve spendere per le indagini, corsi di aggiornamento, giornate di studio e via discorrendo.
Io reputo vergognoso tutto ciò e ripeto, solo con un revisore competente si potrà mettere un freno a questi "pseudo-colleghi", che o dovranno adeguare i loro standard a quelli CIVILI oppure troveranno altro da fare. Nel Lazio c'è stata una nuova, piccola, ma innovativa apertura in merito, per mezzo della creazione della nuova commissione di controllo nella quale è presente un geologo. Il che mi fa ben sperare...

Ultima modifica di matteop1980; 29/03/2012 16:21.
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un geologo non fa primavera, tipo "beati monoculi in terra cecorum"? non sperare....magari si rivela un altro...come in Campania


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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